Gianluigi Paragone, attraverso il suo profilo Facebook, attacca duramente Marco Travaglio. L'ex senatore del Movimento 5 Stelle ha un passato da giornalista e manifesta un punto di vista piuttosto critico nei confronti del direttore de Il Fatto Quotidiano. Quello che gli ha fatto storcere il naso è stato il modo in cui è stata trattata la notizia della sentenza che ha riguardato Alessandro Profumo, per le vicende legate ad Mps ed oggi ai vertici di Leonardo, sul quotidiano del collega.

Paragone cita Conte e Casalino

Nei giorni scorsi Alessandro Profumo ha ricevuto una condanna in primo grado a 6 anni per l'accusa di irregolarità nella contabilizzazione dei bilancio nel periodo tra il 2012 ed il primo semestre 2015.

Profumo era presidente di Mps ed è l'attuale amministratore di Leonardo. Il cuore dell'intervento di Gianluigi Paragone riguarda però il modo in cui il giornale di Marco Travaglio ha trattato la vicenda. Lo si evince anche dalla didascalia di commento con cui ha corredato il video apparso sul suo profilo Facebook. "Com’è strano - scrive il senatore - il giustizialista Travaglio: nasconde la condanna di Profumo per non imbarazzare Conte e Casalino".

Paragone si rivolge duramente aTravaglio nel suo intervento

Paragone descrive in modo critico quello che, dal suo punto di vista, il modo di affrontare i temi da parte di Marco Travaglio. "Finché - ha detto - ci sono i brogliacci, le carte, le intercettazioni, le telefonate ci sguazza che è una meraviglia".

"Quando - ha proseguito - c'è una sentenza stranamente la confina in una parte quasi invisibile del giornale". A quel punto, con il tablet che ha in mano mostra la prima pagina de Il Fatto Quotidiano nel giorno in cui sarebbe augurato di trovare in primo piano i fatti citati. "Guardate - dice - Il Fatto Quotidiano dove mette la condanna di Profumo a sei anni".

Una condanna per un manager ai vertici di una società importante come Leonardo, per la quale si attende di capire come si evolveranno le cose. "Te lo dico io caro Travaglio - ha detto Paragone - cosa dice Leonardo. Dice: chiedetelo al governo. Il governo ha riconfermato Profumo alla guida di Leonardo.

Il governo lo sapeva benissimo che era imputato in questo processo e quindi era possibile fosse condannato. Non è Leonardo che deve dare risposte, è il governo".

Da questo passaggio si arriva perciò al motivo per il quale nella didascalia aveva citato il premier Conte e il responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi Rocco Casalino.

"Ti dà fastidio - ha attaccato ancora Paragone nei confronti di Travaglio - che il governo che tu appoggi con il tuo giornale ha confermato Alessandro Profumo alla guida di Leonardo nonostante sapesse di una possibile condanna. Che è arrivata, nonostante avessero chiesto l'assoluzione".

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