Massimo Galli torna in tv dopo alcuni giorni di stop auto imposto. Il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, il 30 ottobre scorso ha annunciato sui social la sua momentanea uscita di scena dalle trasmissioni televisive di cui è stato protagonista per mesi. Non sono trascorsi nemmeno dieci giorni dal suo tweet, che Galli decide di partecipare alla trasmissione Agorà di Rai 3, condotta da Luisella Costamagna. Il motivo è presto detto: il professore è preoccupato dalla diffusione del Coronavirus in Italia, da lui considerata “fuori controllo”. Per questo decide di lanciare l’ennesimo allarme.

Massimo Galli prima annuncia il momentaneo addio alla tv ma poi torna

“Dovrò declinare gli inviti a partecipare a trasmissioni televisive per almeno una settimana, da lunedì 2 novembre in poi. La situazione non mi lascia più margini di tempo e ho una quantità di cose urgenti di cui dovermi occupare”. Così il 30 ottobre scorso Massimo Galli annunciava su Twitter il suo momentaneo addio alla trasmissioni televisive. Trascorsi nemmeno dieci giorni, il professore del Sacco di Milano cinguetta nuovamente il 9 novembre: “Ho ripreso ad accettare di parlare in televisione. Con molti dubbi e una sola certezza: la situazione non consente esitazioni ulteriori”.

Galli lancia l’allarme: ‘Non ci sono dubbi che si debbano prendere misure’

Il riferimento di Galli è alla sua partecipazione, in collegamento video, al talk show mattutino di Rai 3, Agorà, proprio lunedì 9 novembre.

“Il significato di questi numeri si traduce in un aumento della diffusione dell’infezione - va subito al punto il medico parlando della attuale diffusione del coronavirus in Italia - non ci sono dubbi sul fatto che la situazione sia fuori controllo, e che si debbano prendere misure per non trovarci in una situazione ancora più complessa”, avverte.

‘Questi morti potevano essere evitati’

“Questi morti potevano essere evitati - prosegue poi nel suo sfogo Massimo Galli - questa estate c’è stato un liberi tutti, una congiura delle complicità nel dire che gli italiani erano stati bravi a fare il lockdown e quindi avevano il diritto a uscire”.

Poi, il professore dice la sua sul recente appello dell’Ordine dei medici sulla necessità di ricorrere immediatamente ad un lockdown generalizzato. Galli giudica l’appello “interessante e importante perché esprime un parere assai generalizzato in questo Paese. Chi ha un'opinione diversa, ce l’ha non sulla base di dati scientifici”. Infine, il medico milanese punta il dito contro “chi si occupa di organizzazione sanitaria” che “forse è meglio che non si applichi in settori che non sono il suo. Ma tutti, me compreso - conclude - abbiamo fatto qualche errore sulla valutazione della pandemia, soprattutto all’inizio”.

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