Roberto Speranza pronto a firmare nuove ordinanze per cercare di arrestare la diffusione del Coronavirus in Italia. Il ministro della Salute conferma al Fatto Quotidiano che è sua intenzione monitorare attentamente i dati sui contagi delle prossime 48 ore prima di decidere se inserire altre Regioni in zona rossa o arancione. Il riferimento di Speranza va soprattutto a Regioni come Campania, Liguria, Veneto, Umbria e Toscana, considerato l’alto numero di contagi registrato ogni giorno in questi territori, con una percentuale troppo elevata di positivi rispetto ai tamponi effettuati.

Roberto Speranza pronto a firmare nuove ordinanze

Nonostante le misure adottate dal governo Conte, con gli ultimi Dpcm firmati nel giro di pochi giorni dal presidente del Consiglio e con la divisione del Paese in zone rosse, arancioni e gialle, la diffusione del contagio da coronavirus non accenna a diminuire in Italia. Per questo motivo, il ministro della Salute Roberto Speranza si dice assolutamente pronto a varare nuove ordinanze restrittive se i numeri relativi ai nuovi contagiati non dovessero subire un’inversione di rotta nelle prossime 48 ore.

Speranza: ‘Decisive prossime 48 ore’

Raggiunto dal Fatto Quotidiano, Roberto Speranza va subito dritto al cuore della questione. “Nelle prossime 48 ore vedremo i nuovi dati e, se necessario, ci saranno nuove ordinanze”, spiega il ministro della Salute.

Speranza specifica che le ultime norme restrittive, introdotte con il Dpcm entrato in vigore il 6 novembre, potrebbero essere ulteriormente rafforzate se la curva dei contagi in ulteriore crescita dovesse renderlo necessario. Dunque, la divisione delle Regioni italiane in zone rosse, arancioni, e gialle potrebbe subire delle modifiche, con altre Regioni che potrebbero presto cambiare colore.

‘Se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa’

Come già accennato, il ministro della Salute Speranza fa riferimento soprattutto a Regioni come Campania, Toscana, Umbria, Liguria e Veneto, dove il numero dei contagi giornalieri da coronavirus e l’indice Rt preoccupano non poco. Il ministro ricorda inoltre come l’ultimo Dpcm gli consenta di intervenire esclusivamente su un’intera Regione e non su una singola Provincia.

Possibilità di intervento invece concessa ai governatori. “Sull’area metropolitana può intervenire il presidente De Luca, come ha fatto Zingaretti a Latina”, spiega Speranza. Le Regioni, inoltre, non dovrebbero lamentarsi perché “i dati vengono da loro”. E poi, conclude con un avvertimento, “se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa”.