Andrea Crisanti boccia il nuovo Dpcm che il governo Conte si appresta a varare. Prima ancora di conoscere l’esatto contenuto del provvedimento, il professore di Microbiologia dell’Università di Padova rilascia un’intervista al quotidiano La Stampa e risponde ad alcune domande nel corso di Agorà, trasmissione in onda su Rai 3. Crisanti afferma che, in caso di attuazione immediata di un nuovo lockdown, i contagi potrebbero risalire nuovamente nel periodo di Natale, riportandoci a febbraio nella stessa situazione di oggi. Una “terza ondata” del Coronavirus che sarebbe meglio evitare a suo giudizio.

Ma non è tutto, perché Crisanti punta anche il dito contro i governi regionali che, accusa, “potrebbero mentire sui numeri del contagio” per evitare il lockdown.

Andrea Crisanti preoccupato dalla diffusione del coronavirus

Secondo Andrea Crisanti, ospite in collegamento video con Agorà nella mattinata di martedì 3 novembre, in Italia in questo momento ci troviamo di fronte “a numeri importanti” della diffusione del coronavirus. A preoccupare maggiormente il microbiologo romano è il numero ogni giorno più alto di “persone che vanno in rianimazione”. Infatti, precisa Crisanti, la quantità di posti letto nei reparti di rianimazione degli ospedali italiani “si accorcia ogni giorno”. Per questo motivo, aggiunge il medico.

“si doveva pensare a chiudere in maniera mirata alcune zone 15 giorni fa”. In questo modo, sottolinea, “forse non saremmo arrivati a questo punto”.

Crisanti: ‘Bisogna evitare la terza ondata’

Insomma, l’avvertimento di Andrea Crisanti sembra chiaro.

“Bisogna prendere delle misure per evitare la terza ondata”, spiega il professore facendo riferimento ad un nuovo possibile aumento della curva dei contagi nei prossimi mesi invernali. Infatti, prosegue nella sua analisi, “anche se oggi avessimo un lockdown nazionale, poi a Natale si aprirebbe di nuovo tutto: e a febbraio ci ritroveremmo in emergenza”.

Dunque, questa la sua conclusione, “nessun reset ha effetto se non abbiamo un piano politico”.

I dubbi del professore sul numero dei ricoveri nelle regioni: ‘Dati manipolabili’

Poco prima di parlare ad Agorà, lo stesso Crisanti rilascia un’intervista al quotidiano La Stampa, ripresa poi da tutti i maggiori organi di stampa. Anche in questo caso le sue parole non sembrano affatto rassicuranti.

Crisanti parla dei criteri con cui si dovrebbe decidere di inserire una regione in una delle tre fasce di rischio previste: verde, gialla o rossa nei casi più gravi. “Non vorrei che un provvedimento simile inducesse le Regioni a non essere totalmente trasparenti riguardo a questi dati”, si preoccupa il professore. Insomma, quelli sui ricoveri sarebbero “dati facilmente manipolabili”. Per questo alcune regioni potrebbero decidere di “ricoverare il meno possibile sulla pelle dei pazienti”.

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