Le regole anti-contagio per il coronavirus a dicembre viaggeranno ancora due binari. Uno sarà quello indicato dal nuovo Dpcm in vigore dal 4 dicembre e l'altro saranno le ordinanze del Ministero della Sanità. Sì, perché il decreto darà le linee guida delle norme, ma tutto sarà basato sul mantenimento della tripartizione del Paese. L'Italia continuerà, infatti, ad essere divisa in tre zone: gialle, arancioni e rosse. In base al livello di rischio ci saranno regole più stringenti. I buoni segnali arrivati dalla curva nelle ultime settimane lasciano credere che buona parte del Paese a dicembre potrà avere il minimo delle restrizioni.

E non a caso, diverse regioni già il prossimo 6 dicembre potrebbero vedere diminuire il proprio livello di allerta. Questo potrebbe dare vita ad un vero e proprio 'corridoio giallo' che, senza divieti o posti di blocco, permetterà di attraversare l'intero Paese. Attenzione, però, il nuovo Dpcm vieta la mobilità interregionale dal 21 dicembre al 6 gennaio, quindi si tratta di un discorso che sarà valido solo lontano da quel lasso di tempo.

Cambi di colore: 6 dicembre prima data chiave

In particolare, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, già il prossimo 6 dicembre sarebbero destinate a diventare gialle, da arancioni: le Marche e probabilmente anche Emilia Romagna, Umbria, Basilicata, Puglia e Calabria. Con rifermento proprio a quest'ultima, il Corriere della Sera la inserisce tra le regioni destinate a passare in giallo, sebbene sia diventata arancione solo lo scorso 29 novembre.

La linea guida prevede che l'aggiornamento della situazione epidemiologica possa comportare cambi di colore solo ogni due settimane. Non è un caso che, ad esempio, venga chiarito che Lombardia e Piemonte per lo stesso motivo non potranno diventare gialle per il ponte dell'Immacolata. Non è da escludere che le nuove ordinanze per le regioni citate siano solo posticipate di una settimana.

Spera in un cambio di colore anche la Valle d'Aosta, oggi rossa e al centro di un confronto aspro con il governo.

Spostamenti e riaperture bar e negozi nelle zone gialle

Quando il Corriere della Sera parla di 'corridoio giallo' si riferisce al fatto che già per il Ponte dell'Immacolata si potrebbe avere la possibilità di attraversare l'Italia da un capo all'altro senza restrizioni.

Partendo da Reggio Calabria (resta però il punto interrogativo sulla regione in questione), o dalla Sicilia, si potrebbe arrivare in Veneto, passando per Basilicata, Puglia, Molise, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Veneto. Non è da escludere che un miglioramento delle condizioni epidemiologiche non possa riguardare una promozione anche per Friuli Venezia Giulia (oggi arancione, diventerebbe giallo), mentre la provincia autonomia di Bolzano potrebbe vedere la sua condizione di rischio mutare da rossa ad arancione. Al di fuori del corridoio giallo, ma già ora in giallo, ci sarebbero anche Sardegna, Liguria e Provincia Autonoma di Trento.

Occorre precisare che, in zona gialla, possono restare aperte anche le attività di ristorazione. Il loro servizio, tuttavia, può essere esercitato in loco solo fino alle 18.

La sera la situazione si equipara a quella delle zone arancioni e rosse dove si può operare solo con asporto e consegna a domicilio. Si potrà, inoltre, muoversi liberamente anche tra regioni gialle fino al 20 dicembre, dopo scatterà lo stop natalizio. Per tutto il tempo resterà attivo il coprifuoco dalle 22 alle 6, non venendo mai a decadere.

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