Mario Draghi ha sciolto la riserva e alle 20 di ieri sera ha annunciato la nuova squadra di ministri, formata da esponenti dell’ampia maggioranza che sostiene l’esecutivo e da tecnici. 55 anni l’età media. Invertita la geografia: 17 membri di governo sono del Nord. Solo un terzo sono donne, otto su un totale di 23.

Otto sono i ministri tecnici: Marta Cartabia (Giustizia); Luciana Lamorgese (Interni); Vittorio Colao (Innovazione tecnologica); Daniele Franco (Economia); Roberto Cingolani (Ambiente e Transizione ecologica); Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti); Patrizio Bianchi (Istruzione) e Cristina Messa (Università).

Questo sabato mattina c'è stato il giuramento del presidente e dei ministri al Quirinale.

Chi sono i ministri tecnici

Bellunese, classe 1953, il nuovo ministro dell’Economia, Daniele Franco torna al Mef dopo essere stato già per sei anni ragioniere generale dello Stato. Laureato in Scienze Politiche, ha ricoperto diversi ruoli all’interno della Banca d’Italia, tra i quali quelli di vice-direttore generale e membro del direttorio. È stato consigliere economico nella direzione generale degli affari economici e finanziari della Commissione Europea.

Nato a Milano nel 1961 il fisico Roberto Cingolani è il nuovo ministro per la Transizione ecologica. Esperto di robotica e intelligenza artificiale, dal 2019 è responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo e attualmente è membro del comitato di esperti in materia economica e sociale della task force per la Fase 2 istituita dal governo Conte.

Dopo aver studiato all’Università di Bari e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha condotto ricerche in Germania e Giappone. Professore universitario, ha partecipato diverse volte alla Leopolda. Vicino a Matteo Renzi, è stato relatore della sua scuola Politica.

Vittorio Colao è il ministro dell’Innovazione e della transizione digitale.

Ex amministratore delegato di Vodafone, ex numero uno della task force per la ‘ricostruzione’, ex ufficiale dei carabinieri e cavaliere del lavoro, nasce a Brescia nel 1961. Laureato in Economica e Commercio alla Bocconi di Milano, consegue un Master all’Harvard University. Lavora dapprima a Londra, presso la banca d’affari Morgan Stanley e poi a Milano alla multinazionale di consulenze McKinsey & company.

Dal 1996 inizia la sua avventura nell’allora Omnitel.

Nata a San Giorgio su Legnano (MI) nel 1963, Marta Cartabia dirigerà il ministero della Giustizia. Professoressa ordinaria di Diritto Costituzionale, nel 2019 è stata eletta Presidente della Corte Costituzionale. Nella sua carriera accademica ha conseguito il PhD nell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, è stata Research Scholar presso la Michigan Law School e ha insegnato in diverse Università europee. Dal 2017 è membro della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto. 230 le sue pubblicazioni in diverse lingue.

Enrico Giovannini, ministro dei Trasporti è nato a Roma nel 1957. Statistico, economista e accademico è attualmente portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Laureatosi nel 1981 all’Università La Sapienza di Roma in Economia e Commercio, è poi stato chief statistician dell’Ocse e presidente dell’Istat. Già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta, è oggi professore ordinario di statistica economica a Tor Vergata e di public management alla Luiss.

Cristina Messa, ministra dell’Università, è nata a Monza nel 1961. Si è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano. Professoressa ordinaria di Medicina Nucleare all’Università Bicocca dal 2007 al 2013 e rettrice dello stesso dal 2013 al 2019, è oggi Presidente della Fondazione Technomed, sempre presso la medesima Università.

Al ministero dell’Istruzione ci sarà Patrizio Bianchi.

Ex rettore dell’Università di Ferrara, la sua città, ha 68 anni. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna dove è stato allievo di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio, ha studiato alla London School of Economics. Ricercatore e professore di Politica economica e Economia applicata, è stato assessore all’Istruzione in Emilia Romagna per due mandati, prima con Errani e poi con Bonaccini. Da aprile a luglio ha coordinato la task force ministeriale creata dalla ministra Azzolina per la scuola. Alle spalle circa 250 articoli scientifici e 40 libri pubblicati.

Roberto Garofoli sarà il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Super magistrato, è laureato in giurisprudenza all’Università di Bari.

Tarantino, è stato impegnato anche in processi di mafia. Giudice del Consiglio di Stato e condirettore della Treccani Giuridica, è stato già capo di gabinetto del Tesoro con Padoan e Tria. Nel 2018 è finito al centro degli attacchi dei 5 Stelle per la questione del finanziamento alla Croce Rossa, dimettendosi così dalla carica. Presidente di varie commissioni, ha avuto già esperienza da segretario generale della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Transizione è la parola chiave, digitale e verde gli aggettivi. Formazioni scientifiche e giuridico/economiche quelle dei neo-ministri. Politica e discipline umanistiche restano fuori dai dicasteri chiave che gestiranno i fondi del Recovery.

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