Il nuovo Dpcm sull’emergenza coronavirus avrà validità dal 6 marzo al 6 aprile. Feste di Pasqua comprese. Ad annunciarlo in parlamento è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Il ministro ha anche chiarito che non è ancora arrivato il momento di allentare le restrizioni anti-Covid. La bozza del Dpcm dovrebbe essere pronta nella giornata del 26 febbraio, ma la stretta dovuta alla diffusione delle varianti del virus viene confermata anche dal ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini. Notizia che scatena immediati malumori all’interno della maggioranza che sostiene Mario Draghi.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, si dice contrario a una Pasqua “chiusi in casa”. “Rischia di portare fuori strada l’Italia”, replica il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Duro contro il Dpcm anche il direttore del quotidiano La Verità, Maurizio Belpietro.

Pasqua a casa: scontro Salvini-Zingaretti sul nuovo Dpcm

Anche se il contenuto del nuovo Dpcm non è stato ancora ufficializzato, sembra proprio che le restrizioni anti-Covid adottate fino a questo momento debbano essere confermate almeno fino al 6 aprile. Gli italiani saranno dunque costretti a trascorrere in casa, o entro i limiti della propria Regione, sia la Pasqua che la Pasquetta che cadono rispettivamente domenica 4 e lunedì 5 aprile.

Il più polemico all’interno della maggioranza è Matteo Salvini, il quale dichiara di rifiutarsi “di pensare ad altre settimane e altri mesi, addirittura di chiusura e di paura”. Il leader leghista conviene sul fatto che, a livello locale, si possa intervenire anche duramente. “Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani”, precisa.

Zingaretti: ‘Sulla pandemia Salvini continua a sbagliare’

La replica all’affondo di Salvini spetta a Nicola Zingaretti. “Vedo che sulla pandemia Salvini purtroppo continua a sbagliare e rischia di portare fuori strada l'Italia”, scrive su Facebook il segretario Dem. La cosa “irrispettosa” per imprese e cittadini, a suo modo di vedere, è proprio “mettere a rischio le loro vite e prolungare all'infinito la pandemia e quindi la possibilità di avere la ripresa economica”, conclude invitando a rispettare la linea comune stabilita dal governo Draghi.

Maurizio Belpietro boccia il Dpcm: ‘Non siamo al lockdown ma ci stiamo avvicinando’

Nella polemica sul nuovo Dpcm si getta anche Maurizio Belpietro. Il direttore de La Verità decide di aprire la prima pagina di giovedì 25 febbraio con un titolo molto polemico nei confronti del governo Draghi: “Per chiudere tutto bastava Conte”. Secondo il giornalista, gli italiani starebbero pagando “caro il primo errore di Draghi”. E cioè la riconferma nel ruolo di ministro della Salute di Roberto Speranza. All’inizio del suo editoriale, Belpietro ribadisce le accuse a Speranza. “Niente ristoranti aperti la sera - scrive inoltre - nessuna deroga per palestre e piscine, stop a cinema e teatri. Non siamo al lockdown ma ci stiamo avvicinando a rapidi passi”, fa notare sconsolato.

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