Il Consiglio dei ministri ha approvato in queste ore, da quanto si apprende da fonti vicine a Palazzo Chigi, il decreto legge contenente misure di prevenzione della diffusione del coronavirus, il primo atto del governo di Mario Draghi. Il provvedimento stabilisce la proroga di 30 giorni del precedente decreto legge sugli spostamenti (in scadenza il 25 febbraio): verrà protratto fino al 27 marzo, lo stop agli spostamenti fra regioni o province autonome (anche tra quelle in zona gialla) e sarà previsto lo stop agli spostamenti verso abitazioni private in zona rossa. Per le regioni in fascia arancione o gialla permane la possibilità di far visita ad amici e parenti, raggiungendo un'altra casa privata abitata, sempre nel rispetto dei limiti già previsti, ossia quelli di spostarsi una sola volta al giorno, in massimo due persone, con la possibilità di portare con sé figli minori di 14 anni.

Rimangono invariati anche gli orari degli spostamenti, tra le 5 e le 22. Sul divieto di spostamento oltre i confini regionali, permangono le deroghe permesse per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute (sempre da giustificare con autocertificazione). L'obiettivo perseguito dal riconfermato ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove misure è quello di arginare la diffusione del coronavirus e ridurre la rischiosità delle nuove varianti Covid.

Le proposte regionali per il prossimo dpcm

Ieri, domenica 21 febbraio, in occasione del vertice in videoconferenza con i ministri Speranza e Gelmini, i governatori delle Regioni hanno messo a punto le loro proposte (poi sintetizzate in un documento illustrato dal ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini) in merito al nuovo decreto per la gestione dell'emergenza pandemica, in quanto il decreto attualmente in vigore avrà scadenza il 5 marzo 2021.

In sintesi, le Regioni chiedono misure nazionali di base "omogenee, come avviene nel resto del mondo, che superino l'attuale zonizzazione", fatte salve misure più stringenti per particolari contesti territoriali che presentito significativi scostamenti. Una delle più importanti proposte avanzate dalle Regioni riguarda ristori più veloci per le attività economiche colpite dalle misure restrittive: sono necessari indennizzi tempestivi per salvaguardare la capacità di far fronte ai bisogni di vita di coloro che momentaneamente, causa Covid, non possono svolgere le loro ordinarie attività lavorative, nell'attesa che possano presto ritornare alle loro occupazioni.

Questione vaccini

Le Regioni hanno chiesto poi di accelerare la campagna vaccinale, fondamentale nella lotta al Covid. Un potenziale di 44mila medici di base (ai quali andranno 6,16 euro a vaccino) è prontamente disponibile a somministrare dosi anti-Covid. Il problema che rimane riguarda i carichi in arrivo da Moderna, Pfizer e AstraZeneca, troppo scarsi per permettere una rapida copertura della popolazione.

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