Andrea Crisanti punta il dito contro i presidenti di Regione. Il vertice dei governatori regionali sull’emergenza Coronavirus, tenutosi nella giornata di sabato 20 febbraio, non ha infatti prodotto i risultati sperati. La proposta di una zona arancione avanzata da alcuni presidenti, come quello dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, non è stata accettata da tutti. E così, nell’incontro col governo previsto per lunedì prossimo, i governatori si presenteranno senza una proposta comune. Fatto che il professore di Microbiologia dell’Università di Padova considera preoccupante. “La terza ondata sta per arrivare, non lo vogliono capire”, si sfoga così Crisanti.

Zona arancione in tutta Italia: niente accordo tra le Regioni

Durante la giornata del 20 febbraio, sugli organi di stampa ha cominciato a circolare l’indiscrezione sulla proposta di istituire una zona arancione nazionale, avanzata da alcuni presidenti di Regione, potesse essere accettata da tutti i governatori per poi essere esposta nel successivo incontro con il governo Draghi. E invece, complice anche l’intervento di Matteo Salvini che ha di fatto bloccato il sì del governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, sulla questione "zona arancione" alla fine non è stata trovata alcuna intesa. Dunque, lunedì prossimo, i governatori presenteranno a Palazzo Chigi una piattaforma incentrata su tre punti: accelerazione della campagna di vaccinazione, revisione dell’attuale sistema di divisione del Paese in zone colorate e comunicazione anticipata ai territori delle misure che verranno prese.

Niente zona arancione, Andrea Crisanti preoccupato

Di fronte a questa situazione di stallo sull’emergenza coronavirus, Andrea Crisanti si mostra molto preoccupato. Non è certo la prima volta che il medico lancia l’allarme su un rischio di una nuova impennata di casi e di una ripresa della pandemia. Ma la notizia del mancato accordo tra Regioni sulla zona arancione nazionale lo induce a ribadire le sue convinzioni.

Secondo Crisanti, infatti, risulta “evidente che sta per arrivare una terza ondata”. Ma i governatori regionali “non lo vogliono capire” e, anzi, rappresentano loro stessi il “maggiore ostacolo” rispetto alla introduzione di misure più dure, come ad esempio una zona arancione nazionale.

‘Avremmo dovuto fare lockdown a Natale’

Crisanti non risparmia critiche nemmeno a Bonaccini, autore della proposta sulla zona arancione.

“Era contrario 10 giorni fa”, sottolinea il professore. Poi, l’amara constatazione di quanto sta accadendo. “Da quanto tempo i tecnici hanno detto che c’è il rischio terza ondata? Avremmo dovuto fare il lockdown a Natale, questa è la verità”, si sfoga Crisanti. Insomma, secondo la sua opinione, “i segnali della terza ondata ci sono tutti”, considerata anche la rapida diffusione anche in Italia della variante inglese del coronavirus. Andando avanti di questo passo, aggiunge, potremmo rischiare di arrivare a 40mila casi al giorno tra due settimane. E non deve ingannare, spiega, il fatto che non si sia ancora verificata un’impennata dei contagi perché i virus hanno sempre un “periodo di latenza”. Dunque, questa la sua previsione, ci si sta avviando verso una terza ondata, evitabile esclusivamente con un nuovo lockdown: “C’è poca differenza tra zona rossa e arancione, ma una stretta va fatta”.

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!