Sono ore cruciali per capire in che modo sarà modificato il Dpcm che regola le strategie di contenimento anti-Covid. Come è noto, al momento, sono allo studio una serie di novità che dovrebbero comportare una stretta significativa sul Paese per fare in modo che la crescita del contagio possa in qualche modo essere ostacolata. Le norme sulle quali si sta lavorando sono ormai all'attenzione mediatica. Prendono, in particolare quota, due misure: la zona rossa nazionale nel fine settimana, riproponendo il modello che si era visto nel periodo natalizio per festivi e prefestivi e la possibile zona rossa automatica nel momento in cui una regione dovesse registrare 250 casi settimanali per 100.000 abitanti.

Modifiche Dpcm in arrivo, ma resteranno i colori

In attesa di capire se le ipotesi troveranno riscontro ufficiale e soprattutto se saranno in vigore, come pare, già a partire del weekend del 13 e 14 marzo, c'è un altro passaggio che rischia di passare sotto traccia: l'aggiornamento dei colori. L'Italia nei giorni feriali dovrebbe continuare, infatti, a mantenere la divisione per fasce in relazione al livello di rischio epidemiologico.

Occorrerà, eventualmente, capire se fasce di rischio come ad esempio quella gialla saranno pensate con nuove restrizioni, ma il Paese dovrebbe continuare ad essere segmentato in zone bianche, arancioni e rosse. Senza, ovviamente, dimenticare quelle aree che, per qualche motivo legato ad una preoccupante diffusione del virus, sono in lockdown mirati e riferiti a territori circoscritti rispetto ai più ampi ambiti regionali.

A dire il vero, l'evoluzione del contagio pare prefigurare una situazione in cui saranno davvero poche le realtà destinate a restare gialle.

Si parte, intanto, da quella che è la divisione epidemiologica dell'8 marzo. In base a quel provvedimento e al netto di ordinanze locali più restrittive, l'Italia è al momento così divisa:

  • area gialla: Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta
  • area arancione: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Veneto
  • area rossa: Basilicata, Campania, Molise
  • area bianca: Sardegna

La situazione delle regioni e i prossimi possibili cambi di colore

Come segnala il Sole 24 ore, qualora entrasse in vigore la soglia dei 250 casi per 100.000 abitanti sarebbero diverse realtà che rischierebbero di piombare in zona rossa e fare compagnia a Molise, Campania e Basilicata (che però potrebbe tornare arancione).

Il quotidiano, nella sua edizione on line, indica in particolare la Provincia Autonoma di Trento e Bolzano, Emilia Romagna, Marche e Lombardia. La soglia sarebbe già stata oltrepassata anche in Piemonte e Friuli Venezia Giulia. La Sardegna dovrebbe restare bianca, mentre Valle d'Aosta, Sicilia e Calabria sono candidate a restare gialle.

Rischiano l'arancione, invece, Lazio, Puglia e Liguria.

Alcune realtà, va detto, rischierebbero un peggioramento della propria fascia d'appartenenza anche senza l'introduzione della citata soglia.

Tuttavia, come spesso accade le valutazioni, fino a quando i provvedimenti non sono ufficializzati, rischiano di essere smentite dagli ultimissimi dati. Le ipotesi, sulla base dei numeri restano attendibili, ma ci sarà da attendere fino all'ultimo per capire se gli orizzonti ipotizzati troveranno conforto nei provvedimenti. A partire dalla revisione del Dpcm di cui si parla da qualche giorno.

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