Da qualche giorno il nome di Enrico Letta viene invocato tra le fila del Pd come possibile nuovo segretario. Ma lui ha chiesto del tempo per pensare: 48 ore, che sono esattamente quelle che lo separano dall'assemblea del Partito Democratico, il prossimo weekend. Lo ha comunicato in un tweet pubblicato nella giornata di mercoledì 10 marzo.

Se Enrico Letta accetterà, durante l'assemblea di sabato 13 e domenica 14 marzo, potrà essere eletto come nuovo segretario, con una decisione che si prospetta quasi unanime.

Le dimissioni di Zingaretti e il Pd frammentato

Dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Pd, avvenute lo scorso 4 marzo, nel partito si erano aperte varie possibilità per la successione, da Stefano Bonaccini ad Andrea Orlando, ma si era anche chiesto al segretario uscente un possibile ripensamento, da lui subito negato. Lo statuto che regola il Partito democratico, in mancanza di un segretario che funga da guida, prevede che venga convocata un'assemblea, con lo scopo o di eleggere una nuova leadership del partito, oppure una figura reggente che resti in carica fino al congresso. Ipotesi che forse sarà scongiurata. Nei giorni scorsi, dopo che i sondaggi avevano visto il Pd in calo di quasi il 2%, è uscito un nome, quello di Enrico Letta.

Enrico Letta spiazzato: ha bisogno di tempo

Enrico Letta si è dichiarato sorpreso da questa chiamata. Nella giornata di domenica 7 marzo è comparso il primo tweet con una dichiarazione sui fatti: "Con sorpresa ho letto il mio nome sui giornali come possibile nuovo segretario del Pd". Contestualmente chiedeva allo stimato amico Nicola Zingaretti di ripensarci e riprendere in mano la leadership del partito, concludendo con l'asserzione: "Peraltro io faccio un’altra vita e un altro mestiere".

Pochi giorni e qualcosa si è smosso nella coscienza di Letta: da un no categorico, a una presa di tempo per riflettere e decidere se accettare il nuovo incarico. Che poi non sarebbe completamente nuovo per lui: dal 2009 al 2015 ha ricoperto il ruolo di vicesegretario del Pd durante la leadership di Bersani.

I motivi della richiesta a Letta

Tanti nomi in queste ore hanno popolato la lista di possibili nuovi segretari, ma quello di Enrico Letta si è fatto strada diventando, al momento, il prediletto. Almeno di una parte del partito. La scelta è ricaduta su di lui perché nella sua figura è vista la possibilità di una ripartenza unitaria del Partito democratico, da tempo frammentato in correnti diverse, che non farebbero altro che indebolire il partito stesso. Letta metterebbe d'accordo un po' tutte queste fazioni. Sarebbero in particolar modo Dario Franceschini e lo stesso Nicola Zingaretti ad aver chiesto il suo ritorno, ma non sono tardati ad arrivare messaggi di stima e fiducia anche da altre figure.

Novità video - Assemblea pd, Letta: 48 ore per decidere
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Stefano Bonaccini su Twitter si dice favorevole alla nomina di Letta, in quanto "personalità autorevole e adeguata" e incita a una ripartenza del Pd. Anche Andrea Romano, che rappresenta la corrente Base Riformista, appoggia questa nomina, perché vede nella persona di Enrico Letta "una figura di indiscutibile autorevolezza e prestigio, che in una fase tanto difficile della vita del Pd garantirebbe sicuramente equilibrio e saggezza alla guida". La solidità del partito è al momento la priorità di tutti e Letta può essere quel nome attorno al quale ricostruire un'unione stabile, anche e soprattutto in vista delle amministrative di ottobre.

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