Anche i senatori della Repubblica italiana hanno paura di essere contagiati dal Coronavirus. Per questo motivo alcuni chiedono di essere vaccinati il prima possibile, anche se la loro categoria non è compresa tra quelle a maggiore rischio e quindi in cima alla fila della campagna vaccinale. A metterlo nero su bianco è la senatrice Paola Binetti, prima firmataria di una interrogazione urgente da presentare al ministro della Salute Roberto Speranza.

Binetti invita tutti i suoi colleghi ad aderire all’iniziativa politica, motivandola con il rischio per lei e gli altri senatori di contagiarsi per colpa delle varianti del virus.

Ma non tutti sembrano voler apporre la loro firma su un documento che rischia di trasformarsi in un boomerang.

La lettera dei senatori a Roberto Speranza scritta da Paola Binetti

A riferire per primo il contenuto dell’interrogazione dei senatori a Speranza è il Fatto Quotidiano. Il giornale diretto da Marco Travaglio riporta parti del documento con le parole scritte dalla senatrice Paola Binetti. Ma prima premette che, ormai da giorni, i membri di Palazzo Madama starebbero pressando Federico Marini, direttore del polo sanitario del Senato, affinché provveda ad organizzare al più presto la vaccinazione dei senatori. A mettersi a capo di queste rivendicazioni è appunto Binetti la quale, nella lettera a Speranza, scrive di di virus che “circola anche tra noi”.

Binetti a Speranza: ‘Facilitare la vaccinazione di tutti noi senatori’

Paola Binetti chiede ai suoi colleghi di mettere la loro firma sulla sua interrogazione, allo scopo di sollecitare il ministro Speranza ad includere anche loro tra le categorie ritenute a rischio, autorizzate a ‘saltare la fila’ per ottenere la tanto agognata dose di vaccino.

“Cari colleghi - scrive Binetti - questa è una semplice interrogazione urgente al ministro perché voglia facilitare la vaccinazione di tutti noi senatori”. La senatrice centrista ricorda anche che, al momento, sono circa 15 i senatori infettati dalla Covid-19. Ma il suo timore è che, andando di questo passo, con la variante inglese più contagiosa che sta prendendo il sopravvento, entro la fine di marzo almeno una cinquantina di colleghi possano infettarsi.

Molte adesioni all’iniziativa ma non tutti sono convinti

Vaccinazione anticipata dei senatori che però, per il momento, non è prevista dal piano vaccinale del ministero della Salute. Vengono prima le persone anziane, quelle affette da patologie gravi, ma anche categorie di lavoratori considerate più esposte al rischio contagio come personale scolastico, forze dell’ordine, oltre a secondini e detenuti delle carceri. “Se volete firmare la interrogazione basta un ok di risposta a questa mia email”, scrive ancora Binetti che utilizza anche espressioni come “condizioni di rischio” e “vaccinazione urgente”. Molte le adesioni, ma c’è anche chi è ancora indeciso, perché teme che questa iniziativa, se approvata, possa essere considerata dai cittadini come una ‘legge ad personam’ per favorire i senatori.

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