Michela Murgia critica duramente Matteo Salvini [VIDEO]. La scrittrice sarda è ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo nella puntata di martedì 2 marzo. Murgia commenta il contenuto del nuovo Dpcm del premier Mario Draghi sull’emergenza Coronavirus. La sua preoccupazione si concentra sulla decisione di chiudere le scuole e i luoghi di cultura in caso di aumento dei contagi, mentre tutto il resto rimane aperto. Ma l’ospite di Gruber punta il dito anche contro il leader della Lega, accusato di aver fatto da cattivo esempio mostrandosi spesso in passato senza mascherina in pubblico.

Michela Murgia ospite di Otto e mezzo

Durante la sua ospitata ad Otto e mezzo, Michela Murgia viene chiamata da Lilli Gruber a fornire un suo giudizio sul nuovo Dpcm appena approvato dal governo Draghi. “Un brutto segno”, lo definisce Murgia, perché a suo dire la decisione di chiudere le scuole in caso di aumento dei contagi non sarebbe corretta perché, afferma, “sono i luoghi del contagio, ma esattamente come tutti gli altri luoghi”. Certo, Murgia ammette che le nuove varianti del coronavirus colpiscano in modo più incisivo i giovani. Ma questo non giustificherebbe il fatto di chiudere solo scuole e luoghi di cultura, visto che ci si infetta anche altrove.

La scrittrice critica il ministro Speranza

A quel punto, Lilli Gruber le fa notare che, dal 27 marzo, cinema e teatri potrebbero riaprire, seppur con molte limitazioni. Ma Michela Murgia non cambia idea. “Fino a questo momento sono stati chiusi. Quei luoghi sono stati ritenuti sacrificabili - si lamenta la scrittrice -è inutile che il ministro Speranza dica ‘il più essenziale’.

Il più essenziale è quello che resta aperto. E se le scuole non garantiscono la presenza non sono il luogo più essenziale”.

L’affondo di Murgia contro Salvini

“Non voglio prendere consigli di politica vaccinatoria dall’uomo che per tutta la (prima ondata ndr) del contagio non portava neanche la mascherina in pubblico. E con estrema disinvoltura si faceva i selfie con i suoi fan - Michela Murgia attacca così Matteo Salvini - Quindi, da questo punto di vista, non direi che è lui il mio riferimento sulle scelte vaccinali”.

La scrittrice si dice convinta che “l’Europa stia facendo delle scelte (positive ndr). Ci siamo divisi le risorse, abbiamo preso delle decisioni comuni per quel che riguarda i soldi. L’Italia ha preso anche tanto dall’Europa. Credo che sia giusto anche condividere la politica vaccinale come soggetto unico. Frantumarsi dopo aver preso i soldi di tutti, procedere per vie individuali verso il vaccino, mi sembra anche scorretto e sleale da un certo punto di vista”, conclude il suo intervento a Otto e mezzo.

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