La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo intervento alla Camera dei Deputati del 17 dicembre in vista del Consiglio Europeo imminente, ha parlato della linea del governo e della volontà di sostenere l'Ucraina. Dura la replica, dai banchi delle opposizioni, del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che conferma il voto contrario alla mozione e parla di ipocrisia da parte della premier.
L'intervento di Meloni alla Camera
La Premier ha affermato che la Russia si è trovata bloccata in una guerra di posizione molto dura, a fronte di grandissimi sacrifici.
Per questo motivo, è fondamentale mantenere alta la pressione economica sul Cremlino. Meloni ha voluto rassicurare l'opinione pubblica sul fatto che l'Italia non fornirà soldati da inviare in Ucraina. Riguardo alla questione degli asset russi congelati, la premier italiana ha chiarito che trovare una soluzione sostenibile è tutt'altro che facile. Ha sottolineato che qualunque strumento adottato per la gestione di tali beni deve in ogni caso rispettare i principi fondamentali su cui si basa lo stato di diritto.
Questi argomenti hanno costituito i passaggi principali del suo discorso, durante il quale non sono mancate frecciate polemiche dirette alle forze di opposizione. Molto duro è stato poi l'intervento di Elly Schlein, segretaria del PD, e di Giuseppe Conte.
Il duro attacco di Conte
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rivolto parole di severa critica a Giorgia Meloni alla Camera, subito dopo le sue comunicazioni. L'ex premier ha messo in guardia la Premier riguardo all'ipotetico coinvolgimento degli asset russi, affermando che dopo aver sottoscritto decisioni irresponsabili sul riarmo senza consultare gli italiani tramite un voto, dovrebbe fare molta attenzione a quali impegni prende a nome del Paese in relazione ai beni russi. "Stia attenta alle firme che mette a nome degli italiani", afferma Conte. "È pericolosissimo”.
Il Presidente del M5S ha poi evidenziato un presunto cambiamento nella posizione di Meloni sul conflitto in Ucraina.
Ha ricordato che inizialmente la Premier si era detta propensa a scommettere sulla vittoria militare ucraina sulla Russia, mentre ora sembra aver adottato un'ottica diversa, parlando di un possibile congelamento delle operazioni al fronte. Secondo Conte, questa non sarebbe una sincera presa di coscienza, ma una semplice conseguenza del mutato scenario politico a Washington: in precedenza Meloni aveva una linea affine a quella di Joe Biden, mentre adesso appare allineata alle posizioni di Donald Trump.
Nel suo intervento, Conte ha annunciato il voto contrario del Movimento 5 Stelle alla risoluzione della maggioranza. Ha stigmatizzato il linguaggio usato nel documento, notando l'assenza di riferimenti espliciti alle armi e al riarmo. "Votiamo contro... nella vostra risoluzione non c’è scritto 'armi', non c’è scritto 'riarmo'", incalza Conte. "Che farete? Inviate o no queste armi in Ucraina?"