La classifica di Forbes 2025 consacra ancora una volta il peso delle leadership femminili sulla scena globale. Nella nuova graduatoria delle donne più influenti al mondo, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, si conferma ai vertici, posizionandosi al quarto posto, mentre il terzo gradino del podio è occupato dalla neo–premier giapponese Sanae Takaichi, insediata lo scorso 21 ottobre.
Von der Leyen regina incontrastata, Lagarde subito dietro
Al primo posto, per il quarto anno consecutivo, svetta Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, seguita da Christine Lagarde, numero uno della Banca centrale europea.
L’Europa resta quindi protagonista assoluta nella top 3 delle figure femminili con maggior potere politico ed economico del pianeta. A completare la prima parte della classifica c’è la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, che conquista il quinto posto e rappresenta una delle novità più rilevanti dell’area latinoamericana.
Politica globale in primo piano: i nomi che contano
La lista di Forbes 2025 mette in risalto una forte presenza politica:
- Kristalina Georgieva, direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, è 17esima;
- Nirmala Sitharaman, potente ministra delle Finanze indiana, si colloca al 24° posto;
- Rachel Reeves, cancelliera dello Scacchiere del Regno Unito, occupa la 39ª posizione.
Le donne come nuove protagoniste delle scelte socio-economiche
Negli ultimi decenni, ma soprattutto nell’ultimo, la presenza femminile nelle dinamiche sociali, economiche e decisionali è cresciuta in modo significativo.
Il cambiamento non è più solo culturale: è strutturale, misurabile nell'economia, nel mercato del lavoro, nei consumi e nella leadership.
Un ruolo economico sempre più determinante sia a casa che al lavoro
In molte economie avanzate, le donne sono oggi decisori primari o co-decisori in una quota molto alta delle spese domestiche: dalla casa ai beni di consumo, fino ai servizi educativi e sanitari. Questo le rende un target strategico per aziende, marketing e politiche pubbliche. Anche se permane un divario salariale, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è cresciuta, così come la loro presenza in settori ad alta formazione e valore aggiunto. Più reddito significa anche più capacità decisionale e maggiore influenza sulle scelte macroeconomiche.
Cresce costantemente anche il numero di donne in ruoli manageriali, nei CdA e nelle posizioni politiche. Anche se non ancora paritario, il trend è stabile: non sono più un’eccezione. Un tempo relegate ai margini delle scelte economiche, oggi le donne sono al centro della trasformazione sociale: sono consumatrici consapevoli, professioniste, leader, imprenditrici.