I nuovi dati del sondaggio dell'Osservatorio Delphi, pubblicati il 30 gennaio 2026 e curati da Piave e Sigma Consulting per Fanpage, descrivono uno scenario politico in profonda mutazione. Il distacco tra i due poli principali si è praticamente annullato. La narrazione di un'opposizione finalmente competitiva trova riscontro nei numeri: il dominio del centrodestra non appare più così inattaccabile in vista delle prossime scadenze elettorali. Sorprendente anche il dato sulla politica estera.
Le forze in campo e l'incognita Vannacci
Fratelli d’Italia si conferma il perno della maggioranza con il 28,8%, una cifra solida ma che segna una distanza rispetto ai picchi del 30%.
All'interno della coalizione di governo, Forza Italia precede la Lega con il 9% contro l'8,6%, mentre Noi Moderati contribuisce con un marginale 0,6%. La stabilità di quest'area, tuttavia, è minacciata dalla possibile nascita di una lista guidata da Roberto Vannacci, che potrebbe drenare voti pesanti proprio dai partiti di destra.
Sul versante opposto, il Partito Democratico si attesta al 21,4% e il Movimento 5 Stelle insegue al 14,3%. Per rendere concreta la sfida, il perimetro della coalizione progressista include Alleanza Verdi-Sinistra (5,7%), Italia Viva (3%) e +Europa (2,2%). Resta al momento in disparte Azione di Carlo Calenda, ferma al 2,2%.
Calcolatrice alla mano, la somma dei partiti di governo raggiunge il 47%, mentre i partiti del campo largo inseguono a un soffio con il 46,6%.
Uno scarto di appena quattro decimali che, considerando l'errore statistico, prefigura un sostanziale pareggio.
In questo contesto, gli elettori guardano con favore a un cambiamento delle regole: il 54% degli intervistati approva l'idea di indicare direttamente il nome del futuro presidente del Consiglio sulla scheda elettorale.
Trump e Putin sullo stesso piano
La parte più sorprendente del sondaggio riguarda la politica estera. La percezione degli Stati Uniti è drasticamente mutata sotto l'influenza della linea politica di Donald Trump. Per gli italiani, Washington rappresenta una minaccia globale (30%) quasi identica alla Russia di Putin (31%).
Il timore di un'escalation militare è concreto, ma con sfumature inedite.
Il 46% dei cittadini ritiene realistica un'aggressione statunitense alla Groenlandia (territorio danese e quindi UE).
Il 38% teme invece un attacco del Cremlino a uno Stato europeo nei prossimi cinque anni. In caso di conflitto in Europa, circa un quarto degli italiani caldeggerebbe un intervento bellico diretto del nostro Paese.
Infine, il tema della difesa torna a toccare la vita dei civili: il 39% degli intervistati si dice favorevole a ripristinare il servizio militare obbligatorio, contro un 36% di parere opposto.