L'avvio del 2026 elettorale, fotografato dalla prima analisi Youtrend/Agi dell'anno, delinea un'Italia politica divisa tra la solidità della maggioranza e un rimescolamento interno alle opposizioni. Il dato più rilevante è il ritorno di Fratelli d’Italia sopra la soglia psicologica del 30%, una performance che trascina l'intera coalizione di centrodestra verso un guadagno complessivo di oltre un punto percentuale in appena due settimane.
Sale Fratelli d'Italia
Torna il consueto appuntamento con la Supermedia Youtrend/Agi del 2026. Il sondaggio del 15 gennaio 2026 ci offre qualche piccolo scossone nel panorma politico italiano.
Innanzitutto il partito di Giorgia Meloni consolida il suo primato. Fratelli d'Italia si porta al 30,2%, salendo in questo modo di sei decimali. I suoi alleati invece mostrano segnali di stabilità o comunque di lieve crescita, rafforzando le loro posizioni. Forza Italia si attesta all'8,9% (+0,3), tallonata dalla Lega che è poco dietro con l'8,4% (+0,1).
Stabile infine Noi Moderati di Maurizio Lupi, quarto partito della maggioranza, che rimane all'1,1%. Nel complesso i partiti dell'area di governo raggiunge un totale del 48,6%, andando vicino alla maggioranza assoluta dei consensi teorici.
Il dato sui partiti di opposizione
Sul fronte opposto, si registra un travaso di voti all'interno dell'area progressista.
Il Partito Democratico inizia l'anno con il segno più, salendo al 22,4%, salendo di mezzo punto percentuale e confermandosi come sempre il primo partito di opposizione. Questo incremento sembrerebbe avvenire a spese del Movimento 5 Stelle, che scivola indietro al 12% (-0,7) perdendo quasi un punto rispetto alla fine del 2025. Il partito di Giuseppe Conte, rispetto ai buoni sondaggi dell'ultimo parte del 2025, compie così un passo indietro.
Tra gli altri partiti poi Alleanza Verdi-Sinistra si tiene stabile con il 6,3% (-0,1). Azione di Carlo Calenda è al 3,2% (-0,1), Italia Viva dell'ex premier Matteo Renzi con il 2,5% (+0,1). Da ultimo chiude +Europa con l'1,5% (+0,1)
L’attenzione degli elettori è già proiettata verso la consultazione referendaria del 22 e 23 marzo.
Le rilevazioni sul referendum costituzionale indicano una tendenza netta: il fronte del Sì è in espansione, raggiungendo il 58,9% delle preferenze. Il distacco rispetto ai contrari (fermi al 41,1%) si è ampliato di oltre due punti nell'ultimo mese, segnale che la campagna referendaria sta premiando la proposta di riforma.