L'ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dall'Istituto Only Numbers, reso noto durante la puntata del 17 febbraio di Porta a Porta, evidenzia una flessione per le principali forze politiche, a fronte di una crescita del movimento di Roberto Vannacci. Non vanno bene né il partito della premier Giorgia Meloni né il principale partito di opposizione, il Partito Democratico.

I dati dei principali partiti

Secondo la rilevazione del 17 febbraio 2026, Fratelli d'Italia si conferma in cima alle preferenze con il 29,3%, pur registrando un calo dello 0,5% rispetto a inizio mese.

Un calo che per ora non intacca il consenso di cui gode la premier Giorgia Meloni, nonostante le polemiche politiche delle ultime settimane abbiano avuto un peso importante nel dibattito politico.

Una contrazione identica (-0,5%) colpisce il Partito Democratico di Elly Schlein, che scende al 22,6%, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. limita le perdite allo 0,2%, attestandosi all'11,1%. Forza Italia rimane stabilmente ferma al 9%. La Lega invece mostra un segnale di ripresa guadagnando lo 0,3% e portandosi all'8,3%, dopo alcuni sondaggi negativi in cui aveva subito perdite, causate probabilmente dall'uscita di Vannacci dal partito.

Cresce il partito di Vannacci

Tra gli altri partiti troviamo Alleanza Verdi e Sinistra che è in leggero calo con il 6,3% (-0,1.) Futuro Nazionale, il neo partito di Vannacci è il protagonista del sondaggio che lo vede in crescita dell'1% in queste due settimane e che lo porta in questo modo a raggiungere il 2,6%.

Azione di Carlo Calenda registra un lieve incremento (+0,1%) posizionandosi al 3,8%. Italia Viva dell'ex premier Matteo Renzi è in crescita e sale dello 0,5%, portandosi così al 2,5%. Da ultimo troviamo il dato di +Europa, in calo all'1,5% (-0,3) e di Noi Moderati di Maurizio Lupi, stabile con lo 0,8%.

Il centrodestra complessivo si attesta al 47,4%, perdendo lo 0,2%. Calo più marcato per il centrosinistra, che scende al 30,4% (-0,9%), mentre l'ipotesi di un "campo largo" (escludendo Azione) viene stimata al 44%. Resta altissima la quota di chi non si esprime: gli astenuti e gli indecisi rappresentano infatti ben il 45,6% degli intervistati.