Nell'ultimo sondaggio Youtrend per SkyTg24 dell'11 febbraio 2026 ci sono importanti sorprese da segnalare. Per quanto riguarda le intenzioni di voto tiene banco la novità del partito di Roberto Vannacci, che in questa rivelazione sfiora il 4% che 'ruba' voti alla Lega. Anche il partito della premier è in calo. Buono il risultato per il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle
Il sondaggio di Youtrend
Nell'ultimo sondaggio Youtrend per Sky TG24 Fratelli d'Italia si mantiene saldamente al primo posto con il 28,9%, con una perdita di tre decimali. A seguire troviamo ol Partito Democratico al 21,2% (+0,2) e il Movimento 5 Stelle in crescita all'11,8% (+0,4).
Forza Italia resta stabile rispetto all'ultimo dato con il 9,5%.
Desta curiosità il nuovo partito di Roberto Vannacci. La nuova formazione Futuro Nazionale ottiene il 3,9% delle preferenze, erodendo voti in particolare alla Lega, in calo di un punto percentuale e scesa al 6,2%. Il partito di Matteo Salvini viene superato da Alleanza Verdi e Sinistra che arriva al 7,0%. Tra gli altri partiti Azione è in ascesa con il 4% (+0,6), Italia Viva al 2,2% (-0,3) e PiùEuropa all'1,9% (+0,6).
Parallelamente, il giudizio sul governo guidato da Giorgia Meloni è prevalentemente critico: il 59% degli intervistati lo valuta in modo negativo, mentre solo il 32% lo considera positivamente.
Riguardo a Roberto Vannacci, emerge una marcata diffidenza: il 58% degli intervistati dichiara di nutrire scarsa o nulla fiducia nella sua figura (dato che sale all'83% tra i sostenitori del campo progressista).
Al contrario, il 38% degli italiani ritiene che la sua forza politica dovrebbe inserirsi nella coalizione di governo attuale, percentuale che balza al 59% tra gli elettori del centrodestra.
Il dato sul referendum costituzionale
Per quanto riguarda il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia (in programma il 22-23 marzo), in questo sondaggio lo scenario appare molto equilibrato e fortemente condizionato dalla partecipazione. In caso di affluenza elevata (stimata al 58,5%, comprendendo chi voterebbe con certezza o alta probabilità), il Sì risulterebbe leggermente in vantaggio con il 52,6% contro il 47,4% del No.
In uno scenario di affluenza ridotta (circa 46,5%, limitato a chi è assolutamente certo di recarsi alle urne), invece, il No passa in testa con il 51,1% contro il 48,9% del Sì.
Le divisioni politiche sono nette: tra i votanti del centrodestra oltre il 90% appoggia il Sì in entrambe le ipotesi, mentre tra quelli del campo progressista più dell'85% opta per il No. Tra elettori di altre liste e astensionisti prevale il Sì, ma con percentuali di indecisione e probabile non voto decisamente più alte, rendendo questo gruppo l'elemento decisivo per l'esito finale.