L'ultima rilevazione SWG del 2 marzo 2026, presentata per il Tg La7, delinea un panorama politico caratterizzato da una sostanziale tenuta dei partiti. Per quanto riguarda le intenzioni di voto resta stabile Fratelli d'Italia e ci sono inoltre interessanti movimenti nelle retrovie, con particolare attenzione alla crescita della nuova formazione di Roberto Vannacci. Tra gli altri poi arretra il Pd. passo in avanti per il Movimento Cinque Stelle.

Sale il partito di Vannacci

Nell'ultimo sondaggio Swg del 2 marzo 2026 Fratelli d'Italia mantiene saldamente la prima posizione, restando stabile al 29,8% rispetto alla settimana precedente.

Nonostante l'assenza di variazioni nel trend, il partito di Giorgia Meloni consolida il proprio distacco dagli inseguitori, approfittando della leggera flessione della principale forza di opposizione. Un segnale comunque importante se consideriamo le ultime settimane e il dibattito molto acceso in vista del referendum costituzionale.

Nel consueto sondaggio del lunedì, annunciato come sempre durante il tg serale di La7, assistiamo ad un quadro stabile anche per gli altri partiti del centrodestra. Forza Italia infatti guadagna lo 0,1% e sale all'8,4%. La Lega invece rimane ferma al 6,6%, vedendo aumentare la distanza dagli azzurri. Infine troviamo Noi Moderati che flette

Il dato più rilevante della settimana riguarda Futuro Nazionale: il partito guidato da Roberto Vannacci cresce dello 0,2%, raggiungendo il 3,6% e superando Azione.

Il partito di Carlo Calenda, infatti, scivola al 3,3% dopo aver perso lo 0,2% in sette giorni.

I partiti di opposizione

In questo sondaggio il Partito Democratico accusa un passo indietro, cedendo lo 0,3% e attestandosi al 21,6%. Di contro, si registra un segnale di vitalità per il Movimento 5 Stelle, che guadagna due decimali portandosi all'11,7%. In crescita anche Alleanza Verdi e Sinistra che sale al 6,9% (+0,2%).

Per quanto riguarda le altre formazioni troviamo Italia Viva che resta stabile al 2,2% e PiùEuropa che registra un piccolo incremento, portandosi all'1,5% (+0,1%).

Un segnale preoccupante arriva dal dato sull'area del non voto: la quota di chi non si esprime infatti sale al 28% con un incremento dell'1% rispetto alla rilevazione del 23 febbraio.