Si intensificano i toni tra Stati Uniti e Iran dopo le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, nel contesto di un conflitto che prosegue ormai da settimane. In un discorso alla nazione, il primo dall'inizio del conflitto, Trump ha minacciato un'ulteriore escalation militare, evocando la possibilità di colpire duramente le infrastrutture iraniane, arrivando a prospettare attacchi tali da riportare il Paese all'"età della pietra".
Trump minaccia escalation, l'Iran promette resistenza
A queste dichiarazioni ha fatto seguito una nuova presa di posizione dell'Iran.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Independent, il portavoce militare iraniano, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, ha dichiarato che il nemico "deve pagare il prezzo per l'aggressione che ha scatenato" e che il conflitto continuerà fino all'inevitabile resa e all'umiliazione dell'avversario.
Zolfaqari ha inoltre minacciato attacchi “più forti, più estesi e più distruttivi” contro le forze americane e israeliane, invitando Washington a non dare per scontata la distruzione dei siti di produzione di missili strategici iraniani. “Tali supposizioni non faranno altro che aggravare la situazione in cui vi siete cacciati”, ha aggiunto, ribadendo che le principali risorse di difesa — tra cui gli impianti di produzione missilistica, i droni d’attacco a lungo raggio e di precisione e i moderni sistemi di difesa aerea — restano intatte e operative.
In assenza di un accordo diplomatico credibile, le operazioni statunitensi e israeliane contro l'Iran sembrano destinate a proseguire, con potenziali attacchi anche contro le infrastrutture strategiche, incluse quelle energetiche. Uno scenario che rischia di aggravare significatamente sia la situazione interna iraniana sia gli equilibri economici globali.
Crollano i mercati azionari e schizzano i prezzi del petrolio
Particolare attenzione resta concentrata sullo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico mondiale di petrolio, attraverso cui transita una quota significativa delle esportazioni energetiche globali. Come riportato dal sito di informazione statunitense Axios, qualora gli Stati Uniti si ritirassero senza intervenire per garantire la sicurezza dello Stretto, e l’Iran decidesse di continuare a limitarne o bloccarne il traffico, la responsabilità potrebbe ricadere sugli alleati, come più volte sollecitato da Trump.
Questo prospetterebbe uno scenario di politica estera particolarmente complesso e potenzialmente destabilizzante per gli equilibri regionali e globali.
Le ultime dichiarazioni di Trump hanno già avuto ripercussioni sui mercati finanziari, con forti oscillazioni e un aumento dei prezzi del petrolio, segnale della crescente preoccupazione degli investitori per un possibile allargamento del conflitto.