Il viaggio della Global Sumud Flotilla riparte. Dopo l'imponente missione umanitaria dello scorso settembre, che aveva avuto grande riscontro a livello mediatico in tutto il mondo, oggi da Barcellona la flotta salperà di nuovo facendo rotta su Gaza, l'obiettivo è quello di portare aiuti umanitari e riaccendere i riflettori sulla situazione della popolazione nella striscia.

I numeri della nuova missione

Gli organizzatori sono pronti nuovamente a presentarsi davanti a Gaza anche se, proprio come nella precedente occasione, difficilmente riusciranno a raggiungere il proprio obiettivo.

Verosimilmente la missione verrà fermata da Israele ad almeno cento miglia di distanza dalla terra ferma. Questo però non ferma il convoglio che conta 1000 attivisti su 70 imbarcazioni con la partecipazione di medici, avvocati, parlamentari e figure di spicco del pacifismo internazionale.

Tante le ONG coinvolte, tra quelle di spicco parteciperanno la Freedom Flotilla, Coalition, Open Arms che avrà un ruolo di supporto logistico e monitoraggio e Green Peace che, invece, vuole accendere i riflettori sulla sicurezza dei civili a bordo delle imbarcazioni.

Che cosa porta la Flotilla

Le navi della missione umanitaria sono già cariche di tonnellate di aiuti per la stremata popolazione di Gaza. I volontari hanno caricato nelle stive kit chirurgici, attrezzature per la potabilizzazione dell'acqua e generi alimentari.

I partecipanti vorrebbero riuscire a forzare il blocco e portare gli aiuti alla popolazione, obiettivo difficile da raggiungere, ma hanno anche un altro scopo.

Con lo scoppio della guerra in Iran il pericolo, secondo gli organizzatori, è quello che vengano spenti i riflettori su Gaza, e così la nuova missione della Global Sumud Flotilla punta a tenere vivo l'interesse sulle condizioni di vita dei gazawi e di chiedere, ancora una volta, l'apertura di corridoi umanitari permanenti.

Le imbarcazioni verranno ancora intercettate?

La missione partirà oggi, ma come già scritto, difficilmente riuscirà a centrare l'obiettivo di sbarcare a Gaza. Israele ha, infatti, ribadito più volte che il blocco navale è valido adducendo motivi di sicurezza e per evitare il contrabbando di armi.

Il rischio di un'intercettazione è alto, da capire fino a dove riuscirà ad arrivare la Flotilla e se verrà fermata da Israele in piene acque internazionali oppure ai limiti di questo confine.

Gli organizzatori hanno comunque già dichiarato che, anche in caso di intercettazione, nessuno cercherà lo scontro opponendo una resistenza passiva, senza però arrendersi senza lottare. Nel caso in cui venissero bloccati, i volontari non invertiranno la rotta ma cercheranno di porre le basi per un braccio di ferro diplomatico.