Il panorama politico italiano registra scossoni significativi nelle settimane successive al referendum del 22 e 23 marzo. Il dato più rilevante è la flessione della principale forza di governo, che sembra risentire maggiormente del clima post-elettorale. Nell'ultima Supermedia a cura di Bidimedia del 9 aprile 2026, il partito della premier scivola di oltre mezzo punto percentuale restando poco sopra il 28%. Ne approfittano i principali partiti di opposizione che sembrano aver rinforzato la loro leadership dopo l'ultima consultazione elettorale.

La frenata di Fratelli d’Italia

Il partito guidato da Giorgia Meloni accusa il colpo più duro, lasciando sul campo lo 0,6% e scivolando al 28,3%. Questa battuta d'arresto si riflette anche sulla fiducia personale nella Premier, che cala al 39,0% (-0,4%). Al contrario, le forze che compongono l'asse progressista mostrano segnali di vitalità.

All'interno della maggioranza si osserva un travaso di voti tra gli alleati minori. La Lega di Matteo Salvini recupera ossigeno, crescendo dello 0,2% e attestandosi al 7,1%. Forza Italia, di contro, compie il percorso inverso perdendo lo 0,2% e fermandosi all'8,4%. Noi Moderati rimane ancorato all'1,0%, senza variazioni di rilievo.

Molto buono il dato dei principali partiti di opposizione.

Il Partito Democratico sale al 22,2%, guadagnando lo 0,3%. Il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte mette a segno la stessa crescita (+0,3%), portandosi al 12,6% e guadagnandosi il titolo di "Top" della settimana insieme al PD.

Il Campo Largo mette la freccia

Per la prima volta dopo lungo tempo, si registra un ribaltone negli equilibri tra i blocchi. In questo sondaggio infatti la coalizione di Centrodestra scende sotto la soglia psicologica del 45%, fermandosi al 44,8% (-0,6%).

Questo calo favorisce il sorpasso da parte del Campo Largo, che grazie alla spinta dei due partiti principali vola al 45,3% (+0,6%). La stabilità delle altre liste della coalizione, Alleanza Verdi e Sinistra (6,5%), Italia Viva (2,4%) e Più Europa (1,6%), è stata fondamentale per consolidare questo vantaggio.

Nelle aree esterne ai poli principali, si registra il sorpasso di Futuro Nazionale (il movimento di Roberto Vannacci) ai danni di Azione. Grazie a un incremento dello 0,1%, Vannacci si porta al 3,2%, mentre il partito di Carlo Calenda scivola al 3,0% perdendo due decimi