L'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha presentato un ricorso straordinario alla Corte Suprema Federale (STF) per annullare la condanna a 27 anni di carcere. La sentenza è legata al suo ruolo nel complotto golpista volto a impedire l'insediamento di Luiz Inácio Lula da Silva dopo le elezioni del 2022. Il ricorso è stato depositato lo stesso giorno in cui il Congresso brasiliano ha approvato una legge che riduce le pene per i condannati per la partecipazione al tentativo di colpo di Stato dell'8 gennaio 2023, durante l'assalto alle sedi dei tre poteri a Brasilia da parte di sostenitori radicali dell'ex presidente.

Le motivazioni del ricorso e le richieste della difesa

Il team legale di Jair Bolsonaro, condannato a settembre 2025 e, da marzo 2026, agli arresti domiciliari per salute, ha richiesto una "revisione penale". La difesa sostiene un "errore giudiziario" nel procedimento. Gli avvocati hanno contestato la validità di alcune testimonianze e lamentato il mancato accesso completo alle prove. Affermano inoltre che, da ex presidente, Bolsonaro andava processato dalla Corte in seduta plenaria, non da una sezione. Il ricorso chiede che la revisione sia esaminata dalla Seconda Sezione della STF, secondo le regole interne che affidano le revisioni di una sezione a quella opposta.

Contesto giudiziario e implicazioni procedurali

La "revisione penale" richiesta dalla difesa di Bolsonaro è una misura eccezionale nel sistema giudiziario brasiliano e raramente porta all'annullamento di sentenze definitive. Tra gli argomenti: presunte irregolarità nella produzione delle prove, limitazioni al diritto di difesa e contestazione della competenza della Prima Sezione della STF, che ha emesso la condanna. Sostengono inoltre che il "passaggio in giudicato" sia stato anticipato, precludendo ricorsi interni previsti dal regolamento. Attualmente, Bolsonaro si trova agli arresti domiciliari temporanei.

La Corte Suprema dovrà ora valutare la richiesta di revisione penale, decidendo se accogliere le istanze della difesa o confermare la condanna.