Gli Stati Uniti hanno nuovamente inserito Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, nella lista delle persone sanzionate. Questa decisione giunge dopo che, nei giorni precedenti, le sanzioni erano state revocate a seguito di un’ordinanza giudiziaria. Tuttavia, l’amministrazione Trump aveva precedentemente chiarito che tale revoca era da considerarsi una misura temporanea.
Le sanzioni iniziali contro Francesca Albanese erano state imposte a causa delle sue dure critiche nei confronti di Israele.
La Corte d’Appello di Washington D.C. ha ora ribaltato la sospensione delle sanzioni, precedentemente disposta dal giudice federale Richard Leon. Secondo la Corte, l’ingiunzione che aveva sospeso le misure avrebbe causato un “danno irreparabile al governo e al pubblico” e avrebbe interferito con la politica estera e la sicurezza nazionale statunitense.
La decisione della Corte d’Appello
La sospensione delle sanzioni nei confronti di Francesca Albanese era avvenuta il 13 maggio, a seguito di un ricorso presentato dalla sua famiglia. Le misure erano originariamente entrate in vigore il 9 luglio 2025, in applicazione dell’ordine esecutivo 14023, firmato dall’allora presidente Donald Trump. La Corte d’Appello ha inoltre specificato che il Primo Emendamento della Costituzione statunitense non si applica ai cittadini stranieri residenti al di fuori del territorio americano.
Con la sua recente pronuncia, la Corte ha ordinato al tribunale distrettuale di rivedere e, conseguentemente, ritirare la sospensione delle misure contro Albanese, aprendo così la strada alla reintroduzione delle sanzioni.
Ruolo e contesto delle sanzioni
Francesca Albanese ricopre l’importante ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Questo incarico prevede il monitoraggio costante e la segnalazione delle condizioni nei territori stessi, inserendosi nel quadro delle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che affida a esperti indipendenti il compito di fornire rapporti e consulenze su specifiche tematiche o contesti geografici.
Le sanzioni statunitensi sono state motivate dall’accusa di ostilità agli interessi americani e dalle posizioni critiche espresse da Albanese riguardo alle politiche israeliane nei territori palestinesi. Questa vicenda si colloca in un più ampio scenario di tensioni diplomatiche e giuridiche, che coinvolgono le relazioni tra Stati Uniti, Nazioni Unite e le complesse questioni mediorientali.