La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato il 4 maggio 2026 a Erevan, in Armenia, al panel "Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis" del summit della Comunità Politica Europea (EPC). Nel suo intervento, Meloni ha dichiarato che la migrazione è "parte integrante della poli-crisi" e che "nessuno può affrontarla da solo". Ha ribadito la cooperazione come "fondamentale", riconoscendo i "passi avanti" compiuti a livello UE. Ha poi sottolineato i progressi dell'UE nella gestione delle emergenze (crisi pandemica, Ucraina), ma ha enfatizzato la necessità di un salto di qualità strategico: "passare dalla nostra capacità di reagire alla nostra capacità di anticipare".
Il summit di Erevan e la partecipazione internazionale
Il vertice di Erevan ha riunito i leader di 48 Paesi, inclusi rappresentanti dell'Unione Europea e della NATO. Tra gli ospiti, il premier canadese Carney ha messo in guardia contro il rischio di cedere a una visione "più chiusa e spietata del mondo".
Nel suo discorso, la presidente Meloni ha espresso apprezzamento per la presenza di Carney, ma ha anche ribadito la posizione dell'Italia: "Credo – e questa è la posizione dell’Italia – che dovremmo concentrarci molto di più sui nostri vicini mediterranei... sulla più ampia regione mediterranea".
Priorità italiane e cooperazione europea
L'intervento di Meloni ha ribadito l'importanza della cooperazione tra gli Stati europei per affrontare sfide comuni come la gestione dei flussi migratori e la prevenzione delle crisi.
Ha sottolineato che nessun singolo Paese può gestire efficacemente fenomeni complessi come l'attuale poli-crisi. Il summit della Comunità Politica Europea si conferma una piattaforma di confronto per gli attori europei e internazionali, con l'attenzione italiana verso la regione mediterranea che si inserisce in questo quadro come priorità di politica estera e di sicurezza.