Un recente sondaggio tra i leader politici arricchisce l'attuale dibattito sulla leadership del centrosinistra. L'analisi condotta da Yoodata ha analizzato l'impatto di un'eventuale candidatura della sindaca di Genova Silvia Salis alle primarie del campo largo. Secondo il sondaggio Salis agirebbe come un vero e proprio elemento di rottura, capace di spostare l'ago della bilancia a favore del Movimento 5 Stelle, il tutto ovviamente a discapito del Partito Democratico.
La sfida per la leadership: Conte vs Schlein
In una competizione classica che vede contrapposti solo i due leader principali, Elly Schlein e Giuseppe Conte il risultato sarebbe di sostanziale parità, con un distacco minimo che renderebbe l'esito della consultazione dipendente quasi esclusivamente dai livelli di affluenza.
Tuttavia, secondo Alessandro Amadori, direttore scientifico di Yoodata, l'eventuale presenza di Silvia Salis potrebbe sottrarre a Schlein una quota decisiva di voti del PD, rendendo molto più probabile la vittoria di Conte.
Le rilevazioni più recenti spiegano che il bacino potenziale della sindaca coincide in larga parte con quello della segretaria del PD, in particolare tra gli elettori urbani, progressisti e più sensibili ai temi civili. In uno scenario senza Salis, i due leader principali risulterebbero in una situazione di sostanziale pareggio, ma con la sindaca in campo il voto democratico andrebbe a frammentarsi. In questo caso, la segretaria perderebbe tra il 6% e l'8% dei consensi, mentre Conte rimarrebbe stabile grazie alla maggiore compattezza dell'elettorato del M5s nei suoi confronti.
Nello specifico, con un'affluenza di circa 1,5 milioni di votanti, Conte oscillerebbe fra il 38% e il 42%, mentre la presenza di Salis farebbe scendere Schlein a una quota compresa tra il 28% e il 30%. La sindaca di Genova si collocherebbe fra il 12% e il 15%, raccogliendo consensi soprattutto tra gli elettori del PD indecisi o critici verso l'attuale leadership. Amadori osserva che questo spostamento renderebbe quasi impossibile per Schlein competere alla pari, favorendo Conte che trarrebbe vantaggio da un campo avversario diviso.
Il decreto Lavoro del governo Meloni
Questo sondaggio inoltre ha esplorato anche le opinioni degli italiani sul pacchetto lavoro varato dal governo Meloni in occasione del Primo Maggio 2026.
Il decreto appare accolto favorevolmente da circa il 45% degli italiani, specialmente tra gli elettori vicini alla maggioranza. Amadori spiega che una quota intorno al 40% esprime invece valutazioni più critiche, soffermandosi soprattutto sui nodi legati ai salari e alla contrattazione.
Sebbene l'idea di un salario giusto sia vista come un passo avanti, per molti cittadini non risulta ancora chiaro cosa significherà effettivamente nella pratica. Rimane infine un 15% di persone troppo poco informate o incerte che preferiscono non esprimere un parere. La polarizzazione politica incide fortemente sui dati: il consenso supera il 70% nel centrodestra, mentre scende sotto il 35% nel centrosinistra. Amadori conclude che il clima generale appare caratterizzato da un equilibrio fragile, sebbene tendente al positivo, in cui nessuna delle due diverse letture riesce davvero a prevalere sull'altra.