Gli ultimi dati del sondaggio di Alessandra Ghisleri per la trasmissione Porta a Porta evidenziano una flessione generalizzata per i partiti dell'area di centrodestra. Sebbene la coalizione di governo mantenga la testa nelle preferenze degli elettori, il distacco rispetto alle forze di opposizione si è notevolmente ridotto.
La situazione nel centrodestra
Il calo investe in modo trasversale tutte le principali forze della maggioranza: Fratelli d'Italia subisce una contrazione dello 0,3% rispetto alla rilevazione del 22 aprile, posizionandosi al 28,5%.
Il partito della premier Meloni si conferma la prima forza politica del Paese, pur restando lontano dai picchi superiori al 30% registrati nei mesi scorsi.
La Lega arretra di tre decimi di punto e si attesta all'8%, una quota che la mantiene comunque a ridosso degli alleati di Forza Italia, i quali cedono lo 0,2% scendendo all'8,4%. All'interno della coalizione si registra l'unico segno positivo grazie a Noi Moderati, che cresce dello 0,2% e raggiunge l'1%. Nel complesso, l'alleanza di governo cede lo 0,6% e scivola al 45,9%.
Il panorama del centrosinistra e del "campo largo"
In questo sondaggio l'andamento delle intenzioni di voto dei partiti di opposizione premia unicamente il PD, mentre i suoi principali alleati arretrano.
Il Partito Democratico è l'unico segno più tra i grandi partiti: guadagna lo 0,3% e sale al 22,8%, riducendo la distanza da Fratelli d'Italia. Il Movimento 5 Stelle mostra la flessione più evidente del comparto, lasciando sul terreno lo 0,3% e fermandosi all'11,9%. In lieve calo anche Alleanza Verdi-Sinistra, che perde lo 0,2% e si posiziona al 6,3%.
Prendendo in esame le altre forze politiche minori, si nota la crescita di Italia Viva al 2,6% (+0,1%) a fronte della diminuzione di +Europa, che scende all'1,5% (-0,2%). Fuori dalle coalizioni tengono le posizioni sia Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, dato in salute al 3,7% (+0,1%), sia Azione di Carlo Calenda, stabile al 3%.
L'area del polo progressista si attesta complessivamente al 45,1% con una flessione dello 0,3%.
La distanza numerica tra i due blocchi si riduce così a meno di un punto percentuale, all'interno di un panorama in cui la quota di astenuti e indecisi continua ad aumentare, toccando il 45,1% (+0,2%).