Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro, precandidato alle prossime elezioni presidenziali di ottobre 2026, ha formalmente denunciato il presidente Luiz Inácio Lula da Silva presso la Corte Suprema (STF). L'accusa mossa è di istigazione a delinquere, in seguito a dichiarazioni di Lula che, secondo Bolsonaro, avrebbero messo a rischio la sua incolumità personale.

Contenuto della denuncia e dichiarazioni presidenziali

La denuncia si concentra su un discorso tenuto dal presidente Lula il 2 giugno nello Stato di Goiás. Durante l'intervento, Lula aveva sottolineato la necessità di sanzionare coloro che promuovono misure punitive straniere contro il Brasile.

A tal proposito, il capo dello Stato aveva richiamato un episodio storico del XVIII secolo, citando il caso di Joaquim Silvério dos Reis, impiccato per tradimento. Le parole esatte di Lula furono: «Per meno di questo, Joaquim Silvério dos Reis, che tradì Tiradentes, fu impiccato. È ciò che meritano i traditori della patria che vanno a chiedere l'intervento di un paese straniero».

Secondo quanto specificato nella denuncia, tali affermazioni avrebbero avuto l'intento di istigare gli ascoltatori a commettere atti violenti contro Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Precedentemente, il presidente Lula aveva pubblicamente accusato il senatore di aver sollecitato l'allora presidente statunitense Donald Trump a imporre dazi più elevati sulle esportazioni brasiliane.

Flávio Bolsonaro ha categoricamente respinto questa accusa, chiarendo di aver, al contrario, richiesto durante la sua visita alla Casa Bianca che le aziende brasiliane non fossero penalizzate da tali misure.

Iter giudiziario e contesto politico

La denuncia presentata da Flávio Bolsonaro seguirà un iter specifico all'interno della Corte Suprema. Verrà assegnata in modo casuale a un giudice, che assumerà il ruolo di relatore della causa. Successivamente, il fascicolo sarà inoltrato al Procuratore Generale della Repubblica. Sarà quest'ultimo a valutare l'opportunità di avviare un'indagine formale, di formulare eventuali capi d'accusa o, in alternativa, di raccomandare l'archiviazione del caso.

Questa vicenda si inserisce in un clima di crescente tensione politica in Brasile, a pochi mesi dalle cruciali elezioni presidenziali fissate per il 4 ottobre 2026. Le dichiarazioni e le conseguenti azioni legali tra i principali esponenti politici riflettono la marcata polarizzazione che caratterizza il dibattito pubblico nel paese.