Il vicepremier Matteo Salvini ha replicato alle richieste di un suo passo indietro a favore di Luca Zaia come nuovo segretario della Lega, manifestate tramite striscioni in diverse città italiane. A Milano, durante un incontro con i militanti presso un gazebo del partito, Salvini ha dichiarato: «Io rispetto i militanti che mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò».
Striscioni a favore di Zaia sono apparsi in almeno otto città italiane, tutti con lo stesso messaggio. Questi cartelli sono stati attribuiti a una rete di giovani militanti e dirigenti territoriali del Carroccio.
L'iniziativa è nata dopo un incontro avvenuto circa un mese fa in Veneto tra Zaia e un gruppo di militanti. Questi ultimi hanno espresso insoddisazione per la gestione Salvini e il desiderio di avere Zaia alla guida del partito, informandolo delle inquietudini che coinvolgono non solo il Nord-Est, ma anche altre aree del Paese.
Il dibattito interno alla Lega: la posizione di Salvini e i Comitati pro-Zaia
Salvini ha ribadito la sua posizione sulla democrazia e il confronto, affermando: «Io adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me». I promotori degli striscioni hanno costituito la rete “Comitati Zaia segretario”, con l'obiettivo di dimostrare a Zaia un sostegno organizzato per una sua eventuale candidatura.
L'iniziativa non mira a una battaglia congressuale immediata, ma a rafforzare la sua posizione interna. Nonostante ciò, dirigenti nazionali, incluso il vicesegretario federale Claudio Durigon, hanno invitato i promotori a non esporsi per evitare tensioni. La mobilitazione ha comunque assunto una dimensione nazionale, estendendosi anche a territori lontani dal Veneto, dove la leadership di Zaia è meno radicata.
Il sostegno di Elisa De Berti e le dinamiche interne del Carroccio
Tra i sostenitori dell'iniziativa figura Elisa De Berti, ex assessora e attuale consigliera della Regione Veneto, che ha pubblicato sui social uno striscione pro-Zaia. Questo episodio riflette il clima di confronto interno alla Lega.
Una parte della base manifesta apertamente il proprio orientamento, mentre la dirigenza ribadisce la legittimità della leadership di Salvini, confermata dai militanti nel congresso dello scorso anno. La situazione resta caratterizzata da un confronto tra diverse anime del partito. Salvini ha dichiarato l’intenzione di proseguire nel suo incarico, forte del mandato ricevuto, mentre una parte della base continua a sostenere la candidatura di Zaia come possibile alternativa per il futuro della Lega.