Un recente sondaggio ha rivelato che una maggioranza del 61% degli israeliani ritiene che l'attuale primo ministro, Benjamin Netanyahu, non debba presentarsi come candidato alle prossime elezioni della Knesset. Questo dato si inserisce in un dibattito più ampio, che vede anche una forte preferenza per l'introduzione di un limite di due mandati per i futuri capi di governo.
La rilevazione, condotta dall'Israel Democracy Institute, ha specificato che la percentuale di coloro che si oppongono alla ricandidatura di Netanyahu si attesta al 61% sull'intera popolazione israeliana.
Se si considera esclusivamente la popolazione di origine ebraica, la percentuale si mantiene elevata, scendendo solo leggermente al 57%.
Ampio Consenso sui Limiti di Mandato
Accanto alla questione della ricandidatura, il sondaggio ha rivelato un forte sostegno per una riforma istituzionale. Il 61% degli israeliani ha espresso favore per l'introduzione di un limite di due mandati per i primi ministri. Questa proposta, da applicare dopo la fine del mandato di Netanyahu, gode di un consenso trasversale. La maggioranza degli israeliani di origine ebraica, infatti, sostiene tale misura indipendentemente dall’orientamento politico, abbracciando sia la sinistra, sia il centro, sia la destra.
Dettagli Metodologici della Rilevazione
Il sondaggio è stato realizzato dal Viterbi Family Center for Public Opinion and Policy Research, parte dell'Israel Democracy Institute. La raccolta dati è avvenuta tra il 31 maggio e il 5 giugno 2026, prima della ripresa dei combattimenti tra Israele e Iran (7-8 giugno 2026). Il campione, rappresentativo della popolazione israeliana adulta, ha incluso 603 intervistati ebrei e 150 intervistati arabi, tutti di età pari o superiore a 18 anni.
L'indagine evidenzia come la limitazione dei mandati per i primi ministri sia un punto focale nel dibattito pubblico israeliano. La netta maggioranza per una regolamentazione più stringente post-Netanyahu, unita alle opinioni sulla sua ricandidatura, riflette una profonda riflessione e discussione nella società israeliana su leadership e regole istituzionali future.