Negli ultimi anni il nome di Roberto Vannacci è diventato uno dei più discussi della politica italiana. Ex generale dell'Esercito, eurodeputato e fondatore del nuovo movimento politico Futuro Nazionale, Vannacci è riuscito a costruire attorno alla propria figura un forte consenso tra una parte dell'elettorato, soprattutto tendente all'ultradestra, e numerose polemiche e critiche da parte di oppositori, associazioni e osservatori politici, soprattutto sui temi dei diritti umani. L'ultima bagarre è scoppiata in merito alle dichiarazioni di Vannacci sul femminicidio: "Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole.

Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità". Ciò che Vannacci dimentica di dire è che: Il femminicidio ha luogo quando qualcuno "cagiona la morte di una donna (...) come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali".

Roberto Vannacci e le polemiche sul reato di femminicidio

Tra gli episodi che hanno maggiormente attirato l'attenzione durante l'assemblea costituente di Futuro Nazionale ci sono state le dichiarazioni di Roberto Vannacci sul nuovo reato di femminicidio introdotto nell'ordinamento italiano.

L'eurodeputato ha sostenuto che "il femminicidio non esiste" e che un omicidio dovrebbe essere considerato tale indipendentemente dal sesso della vittima. Una posizione che ha immediatamente alimentato un acceso dibattito politico e giuridico.

La questione, tuttavia, riguarda proprio la definizione del reato. Il femminicidio non identifica infatti l'uccisione di una donna in quanto tale, ma un omicidio commesso nei confronti di una donna perché donna, in un contesto caratterizzato da discriminazione, possesso, controllo o violenza di genere. Il legislatore ha scelto di introdurre questa fattispecie per riconoscere una specifica matrice del crimine, analogamente a quanto avviene per altri reati aggravati da motivazioni particolari.

Le critiche

Le parole di Vannacci hanno suscitato critiche da parte di esponenti politici di diversi schieramenti e di associazioni impegnate nella tutela delle vittime di violenza. Tra le voci intervenute nel dibattito c'è stata anche quella della senatrice Giulia Bongiorno, che ha difeso l'impianto della norma sottolineando come il fenomeno della violenza di genere presenti caratteristiche specifiche che il diritto ha ritenuto opportuno riconoscere. "Il punto non è che la morte di una donna 'pesa' più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore. Ecco perché la critica del leader di Futuro nazionale è totalmente fuorviante.

Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d'onore".

Durante la stessa manifestazione ha fatto discutere anche l'intervento del deputato Francesco Furgiuele, che si è rivolto alla platea utilizzando il termine "camerati" epiteto con cui si chiamavano tra loro i fascisti. L'episodio ha generato ulteriori polemiche e contribuito ad alimentare le critiche rivolte al nuovo movimento politico.

Roberto Vannacci: dal mondo militare alla politica

Nato a La Spezia nel 1968, Roberto Vannacci ha costruito gran parte della propria carriera nelle Forze Armate italiane. Nel corso degli anni ha partecipato a missioni internazionali e ha ricoperto incarichi di rilievo all'interno dell'Esercito, arrivando a comandare reparti prestigiosi come il Col Moschin e la Brigata Folgore.

La sua notorietà presso il grande pubblico è però arrivata nel 2023 con la pubblicazione del libro Il mondo al contrario. Il volume ha suscitato un acceso dibattito nazionale per le posizioni ultraconservative espresse su temi come immigrazione, diritti LGBTQ+, femminismo, identità nazionale e società contemporanea. Le reazioni furono immediate e contrastanti: mentre alcuni lettori apprezzarono il tono diretto dell'autore, numerose associazioni e personalità pubbliche criticarono il contenuto del libro, considerandolo discriminatorio o offensivo nei confronti di diverse categorie sociali.

L'ingresso in politica è avvenuto successivamente grazie alla Lega, partito con il quale è stato eletto al Parlamento europeo.

Tuttavia il rapporto con il movimento guidato da Matteo Salvini si è progressivamente deteriorato fino alla separazione ufficiale avvenuta nel febbraio 2026.

Vannacci dopo la Lega

Dopo l'uscita dalla Lega, Vannacci ha fondato Futuro Nazionale, un nuovo partito che punta a rappresentare un'area della destra più radicale e nazionalista rispetto a quella attualmente espressa dal governo guidato da Giorgia Meloni.

Nelle ultime settimane il nuovo movimento ha attirato l'attenzione dei media grazie alla sua assemblea costituente, durante la quale Vannacci ha ribadito posizioni molto dure e ultraconservatrici in materia di immigrazione, sicurezza e sovranità nazionale. Durante l'evento sono state pronunciate frasi che hanno nuovamente acceso il dibattito politico e mediatico.

I sondaggi

Secondo diversi sondaggi pubblicati negli ultimi giorni, Futuro Nazionale avrebbe raggiunto percentuali comprese tra il 4% e il 5%, sottraendo consensi soprattutto alla Lega e, in misura minore, a Fratelli d'Italia.

Gli analisti ritengono che la crescita di Roberto Vannacci rappresenti una delle principali incognite per il centrodestra italiano in vista delle prossime elezioni nazionali. Alcuni osservatori vedono nella sua ascesa il segnale di una parte dell'elettorato che chiede posizioni più rigide su immigrazione e sicurezza. Altri, invece, evidenziano il rischio che determinati messaggi possano aumentare la polarizzazione politica e sociale del Paese.