Secondo l'ultimo sondaggio realizzato dall'istituto Noto Sondaggi per Il Giornale, l'ipotesi di correre separati per Futuro Nazionale e per i partiti di governo favorisce nettamente i consensi di entrambe le realtà politiche. Nel dettaglio, la formazione dell'ex generale otterrebbe il 6% dei voti presentandosi in solitaria alle urne, mentre calerebbe al 4% in caso di inserimento nella coalizione di centrodestra. Ripercussioni eventuali si registrano anche per i partiti di opposizione.

Cosa succede in caso di alleanze

L'isolamento di Futuro Nazionale gioverebbe anche all'attuale perimetro di governo (composto da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che senza l'alleanza con l'ex generale salirebbe complessivamente al 45,5%, staccando il "campo largo" delle opposizioni, fermo al 42%.

Le simulazioni dell'istituto guidato da Antonio Noto evidenziano come un accordo strutturale con Vannacci danneggerebbe singolarmente tutte le forze del centrodestra. Lo scenario della coalizione allargata provocherebbe infatti le seguenti flessioni nei dati dei singoli partiti:

Fratelli d'Italia infatti farebbe registrare la contrazione più evidente, scivolando dal 29% al 27%. Forza Italia subirebbe la perdita di un punto percentuale, passando dal 7,5% al 6,5%. La Lega invece ubirebbe l'arretramento più contenuto, flettendo dal 6,5% al 6%. Come spiegato dal sondaggista Antonio Noto, lo spostamento verso Vannacci degli elettori del Carroccio più sensibili a certe tematiche si è infatti già ampiamente consumato.

Da ultimo Noi Moderati vedrebbe più che dimezzato il proprio bacino elettorale, arretrando dall'1,5% allo 0,5%

I riflessi sulle opposizioni: cresce il M5s

Nel sondaggio l'eventuale matrimonio politico tra il blocco di governo e Futuro Nazionale provocherebbe ripercussioni anche tra le opposizioni. Il principale beneficiario dello spostamento di voti sarebbe il Movimento 5 Stelle, che in questo scenario salirebbe dall'11,5% al 13% di preferenze. Una dinamica dettata dalla natura dell'elettorato di Vannacci, composto in gran parte da profili legati al voto di protesta e all'astensionismo.

Nessuna variazione di rilievo verrebbe registrata invece per il Partito Democratico (stabile al 20%) e per Alleanza Verdi Sinistra (fissa al 6%).

L'alleanza allargata a destra premierebbe inoltre l'area centrista e le formazioni minori: Azione crescerebbe dal 2,5% al 3,5%, Italia Viva passerebbe dal 2% al 2,5%. Infine Partito Liberaldemocratico e Sud chiama Nord guadagnerebbero mezzo punto ciascuno, portandosi all'1,5%.

Con Vannacci inserito nel centrodestra, la coalizione si attesterebbe al 45%, la medesima quota raggiunta dal campo largo. Al contrario, la corsa solitaria dell'ex generale permetterebbe al centrodestra di governare con il 45,5% contro il 42% dei progressisti.