L'ultima media settimanale dei sondaggi elettorali a cura di Fanpage.it , calcolata sulla base delle rilevazioni pubblicate tra il 7 e il 13 giugno 2026 dai principali istituti, fotografa un quadro politico in sensibile mutamento. La forbice tra i due principali partiti del Paese torna ad allargarsi, complice il momento di difficoltà delle forze tradizionali e la contemporanea ascesa delle sigle minori che continuano a erodere consensi ai blocchi storici.

FdI vola e Vannacci segna il record

All'interno della coalizione di governo si registrano dinamiche opposte, con un forte sbilanciamento verso l'ala destra dello schieramento.

Fratelli d'Italia, partito guidato da Giorgia Meloni, si conferma saldamente in testa alla classifica nazionale con una media del 28,6%. non solo consolida la leadership, ma ritorna sui livelli più alti registrati negli ultimi mesi, confermandosi il pilastro centrale della maggioranza.

Futuro Nazionale, il movimento dell'ex generale Roberto Vannacci, è il vero fenomeno del momento e vola al suo record storico del 4,6% (con picchi che in singole rilevazioni superano il 5%). La formazione sembra intercettare con costanza l'elettorato più radicale e critico, diventando un attore in grado di condizionare gli equilibri interni al comparto di destra.

La Lega interrompe momentaneamente la sua emorragia di voti e si stabilizza al 6,8%.

Nonostante la frenata del declino, i livelli rimangono decisamente inferiori rispetto alle passate tornate elettorali. Forza Italia invece scivola al 7,7%, facendo registrare uno dei dati più bassi dell'ultimo periodo.

Bene il M5s, PD al minimo storico

Nel perimetro del centrosinistra e del "Campo Largo" si assiste a una frenata complessiva, parzialmente ammortizzata dal recupero dei Cinque Stelle. Il Partito Democratico di Elly Schlein accusa un rallentamento vistoso e scende al 21,4%. Si tratta del livello più basso registrato dal PD in un sondaggio dall'inizio dell'anno.

il Movimento 5 Stelle appare invece in netta controtendenza rispetto ai democratici: il movimento di Giuseppe Conte guadagna terreno e sale al 12,8%, blindando il ruolo di seconda forza dell'opposizione.

Invece Alleanza Verdi-Sinistra flette e retrocede al 6,2% riportandosi sui livelli dello scorso aprile.

Nelle retrovie dello schieramento progressista, +Europa rimane ferma all'1,5% di media. Unico segnale di vitalità fuori dalle coalizioni principali arriva da Azione: il partito di Carlo Calenda mostra una lieve ripresa dopo una lunga fase di stagnazione, recuperando il terreno necessario a riportarsi esattamente sulla soglia psicologica del 3,0%.