Donald Trump ha annunciato un piano di intervento sul materiale nucleare iraniano. Sulla piattaforma Truth, il 13 giugno 2026, ha dichiarato che "a situazione tranquilla" gli Stati Uniti agiranno per "recuperare il materiale nucleare - sepolto in profondità sotto imponenti montagne di granito sommerse - grazie ai nostri splendidi bombardieri B‑2 e ai loro eccezionali piloti". L'obiettivo: "ridurne il grado di arricchimento e distruggerlo, sia esso in Iran o negli Stati Uniti".

Critiche agli accordi e la visione sull'Iran

Nel post, ha criticato l'accordo nucleare con l'Iran, il Jcpoa, siglato dall'amministrazione Obama.

Secondo lui, tale intesa "rappresentava una strada facile, bella e scorrevole verso l'arma nucleare", e l'Iran "l'avrebbe ottenuta sei anni fa e l'avrebbe usata molto prima di oggi". Il suo approccio è stato descritto come "l'esatto opposto: un MURO contro le armi nucleari!". E ha aggiunto: "Di fatto, non vogliono più un'arma nucleare, né ne avranno mai una, né tramite acquisto, né tramite sviluppo, né attraverso qualsiasi altra forma di acquisizione".

Rapporti con Teheran e prospettive

Ha evidenziato un rapporto con l'Iran "molto diverso e migliore" rispetto alle amministrazioni precedenti. Ha sottolineato l'assenza di pagamenti, diversamente dai "centinaia di miliardi di dollari" effettuati sotto Obama, inclusi "1,7 miliardi in contanti sonanti".

Ha auspicato una collaborazione duratura con l'Iran e l'intero Medio Oriente, per un processo "rapido, semplice e fluido". Ha tuttavia menzionato "l'alternativa estrema, che speriamo di non dover mai più utilizzare!".

Il contesto del "nuclear dust"

Aveva precedentemente affermato che l'Iran avrebbe accettato di consegnare il cosiddetto "nuclear dust", materiale residuo di attacchi a strutture nucleari. La cessione di uranio altamente arricchito sarebbe un passo significativo per ridurre la capacità iraniana di produrre armi nucleari. Tuttavia, non sono pervenute conferme ufficiali da parte iraniana.