La minoranza di centrodestra in Consiglio regionale della Sardegna ha presentato un pacchetto di undici controproposte, dal valore complessivo di circa 410 milioni di euro, in vista della discussione sulla variazione di bilancio triennale. L'iter della manovra, che inizierà in Aula la prossima settimana, si preannuncia cruciale per lo sviluppo dell'isola. Le proposte spaziano dai trasporti all'intelligenza artificiale, toccando il comparto unico e la rete aeroportuale sarda.
Questa manovra finanziaria, arricchita dalle risorse in avanzo provenienti dall'assestamento approvato in commissione, porterà il totale delle risorse disponibili a superare il miliardo e mezzo di euro.
I capigruppo di Fratelli d'Italia, Forza Italia, Riformatori, Sardegna al centro 20Venti e Alleanza Sardegna hanno evidenziato l'intento di "dare una mano alla maggioranza per individuare gli investimenti utili a favorire la crescita e lo sviluppo della Sardegna".
Le priorità della minoranza e le critiche alla maggioranza
Tra le iniziative più significative avanzate dal centrodestra, spiccano 36 milioni di euro per l'abbattimento delle tasse aeroportuali, 45 milioni per contrastare il caro carburante a beneficio di famiglie e imprese, e 70 milioni per compensare i costi dell'Ets. L'elenco include inoltre misure specifiche per l'intelligenza artificiale, il comparto unico e la filiera bovina. Sebbene la sanità non figuri tra le proposte iniziali, sono stati annunciati emendamenti mirati a garantire risorse per il personale e l'equiparazione degli stipendi.
Paolo Truzzu (Fdi) ha espresso una ferma critica all'operato della maggioranza: "La maggioranza non ha fatto nulla, c'è una variazione senza alcun contenuto di sviluppo, che doveva essere fatta a febbraio e che arriva dopo sei mesi e dopo tanti litigi all'interno della maggioranza". Ha inoltre sottolineato come il problema principale della sanità non siano i fondi, ma l'organizzazione e la gestione, evidenziando l'assenza di un assessore dedicato.
La posizione della minoranza è stata chiarita da Stefano Tunis (Sardegna al centro), che ha ribadito l'intenzione di essere un'opposizione "che si prepara a governare". Tunis ha sottolineato che la logica di spesa individuata mira a un riequilibrio tra zone costiere e interne, tra aree più e meno popolose, con una particolare attenzione ai giovani.
Umberto Ticca (Riformatori) ha evidenziato il "grosso ritardo" della variazione, mentre Angelo Cocciu (Forza Italia) ha definito l'intervento della minoranza "necessario di fronte all'inattività della maggioranza".
L'aumento delle risorse e l'iter parlamentare
L'iter della variazione di bilancio ha superato una fase di stallo, con il presidente della terza commissione del Consiglio regionale, Alessandro Solinas (M5S), che ha fissato per il 9 luglio il termine per la presentazione degli emendamenti. L'esame e l'approvazione del testo sono attesi per l'ultima settimana di luglio. La vera novità risiede nell'espansione dei confini finanziari della manovra: dalla cifra iniziale di 750 milioni di euro, si arriverà a sfiorare il miliardo e mezzo.
Questo significativo incremento è attribuibile principalmente all'extragettito riconosciuto dal Ministero dell'Economia alla Sardegna, stimato tra 400 e 500 milioni di euro in più di gettito Irpef relativo al 2024. A queste somme si aggiungono i 240 milioni restituiti alla Regione da Abbanoa, risorse che saranno necessariamente impiegate per il potenziamento del sistema idrico e fognario dell'isola.
La prossima discussione in Aula sarà quindi un momento cruciale, caratterizzato dalla presenza di un ingente tesoretto di risorse e da un acceso confronto sulle priorità di investimento. L'obiettivo comune, seppur con visioni diverse, resta quello di individuare le strategie più efficaci per la crescita e lo sviluppo sostenibile del territorio sardo.