La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lanciato il 14 luglio 2026 una sfida diretta alle opposizioni riguardo all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale. Attraverso un post sui social, la premier ha dichiarato inequivocabilmente: “Sì alle preferenze. No al voto segreto”. Meloni ha esortato le forze di opposizione a non richiedere lo scrutinio segreto sull’emendamento proposto da Fratelli d’Italia e sostenuto dai partiti della maggioranza, enfatizzando l’importanza che ogni parlamentare si assuma la piena responsabilità del proprio voto di fronte agli italiani.

“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto”, ha affermato Meloni. Ha inoltre aggiunto che “a questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”.

Il dibattito alla Camera e le posizioni politiche

L’Aula della Camera è attualmente impegnata nell’esame della riforma della legge elettorale, nota come “Stabilicum”.

L’emendamento sulle preferenze, inizialmente presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, ha rapidamente ottenuto il consenso anche di Lega e Forza Italia. Il deputato Paolo Emilio Russo ha confermato il voto favorevole di Forza Italia, sottolineando uno “spirito di collaborazione”, nonostante il partito non avesse sottoscritto la proposta.

Le opposizioni, dal canto loro, hanno definito la proposta “irricevibile e inemendabile”, chiedendo formalmente al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che l’intera riforma sia sottoposta a voto segreto. La richiesta si basa sugli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento della Camera. Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno ribadito la loro ferma contrarietà, annunciando la presentazione di emendamenti soppressivi e proposte comuni con gli altri alleati.

Le voci delle opposizioni: critiche e strategie

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha duramente criticato la proposta, definendo “questa pessima legge elettorale” irricevibile sia nel metodo che nel merito. Ha annunciato il voto contrario del Pd all’emendamento di Fratelli d’Italia, etichettandolo come un “compromesso farsa” che sacrifica il rispetto dell’alternanza di genere. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha evidenziato come il governo abbia bloccato i lavori parlamentari per modificare le regole elettorali, puntando all’inamovibilità con la scusa della stabilità. Ha ricordato che il M5S ha presentato una propria proposta per un proporzionale puro con soglia di sbarramento al 3% e preferenze, e ha ribadito l’impegno per una battaglia unitaria delle opposizioni.

Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha bollato l’iniziativa del governo come una “forzatura inaccettabile”, accusando di tentare di far passare il premierato attraverso la legge elettorale. Anche esponenti di Azione, come Benzoni, e Futuro Nazionale, come Vannacci, hanno espresso forti critiche. Benzoni ha definito l’emendamento sulle preferenze una “presa in giro” a causa del “listino bloccato” e della mancata garanzia di parità di genere. Vannacci ha parlato di “solita truffa” per il capolista bloccato, pur annunciando il voto a favore “tappandosi il naso” per l’emendamento di FdI, considerato il meno peggio rispetto all’assenza di preferenze. La discussione in Aula prosegue con l’analisi delle questioni pregiudiziali di costituzionalità e l’esame degli emendamenti presentati.