L'ultimo sondaggio condotto da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera mette in luce le recenti frizioni all'interno della maggioranza. La sconfitta dell'esecutivo per un singolo voto sulla riforma della legge elettorale ha fatto emergere chiaramente le divergenze tra i partiti della maggioranza, mentre le discussioni relative alla sicurezza.legate al caso Roggero e al decesso di Abderrahim Fakir a Bologna, hanno ulteriormente esacerbato il dibattito parlamentare.

In calo Fratelli d'Italia

Dalla lettura dei dati emerge una flessione per Fratelli d'Italia.

Il partito di Giorga Meloni scende al 26,5% (-0,5%), seguita da un analogo calo della Lega di Matteo Salvini, ora stimato al 5,1% (-0,5%). Restano invariati gli azzurri di Forza Italia all'8,3% e Noi Moderati allo 0,9%. La sorpresa principale è rappresentata dall'ulteriore balzo in avanti di Futuro Nazionale: la formazione guidata da Roberto Vannacci guadagna un punto e un decimo, portandosi al 7,1% e staccando nettamente la Lega di oltre due punti percentuali.

Sul fronte delle opposizioni si registra una fase di sostanziale stasi. Il Partito Democratico si stabilizza al 20,1%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 14,5%, crescendo di due decimali. Alleanza Verdi e Sinistra raccoglie il 6,3%, Italia Viva il 2,3% e Azione il 3,1%.

L'unica contrazione significativa riguarda Più Europa, che perde mezzo punto arretrando all'1,4%.

Il nodo delle alleanze

Sommando tutte le singole forze nel modello proporzionale, un'alleanza di centrodestra estesa a Futuro Nazionale raggiungerebbe il 47,9%, contro il 40,8% dell'asse governativo tradizionale. Il blocco progressista unito, il campo largo, toccherebbe invece il 44,6%, superando l'attuale maggioranza di governo ma rimanendo al di sotto dell'ipotetica intesa con il generale.

L'indagine evidenzia una realtà molto differente nel momento in cui agli elettori viene chiesto di confermare la propria scelta all'interno di coalizioni strutturate per le urne. Nel caso di un centrodestra privo di Futuro Nazionale, il consenso della coalizione si attesterebbe al 40,2%.

I progressisti uniti scenderebbero invece al 42,7%, scontando le perplessità di parte dell'elettorato di centrosinistra sia verso un'intesa organica tra PD e M5S, sia nei confronti della presenza di Italia Viva.

Il cambiamento più vistoso si nota però nell'ipotesi di un'intesa tra la maggioranza attuale e l'eurodeputato Vannacci. In questa configurazione, il patto allargato cederebbe oltre due punti percentuali, fermandosi al 45,4%. Il calo è determinato dalla fuga di votanti moderati di Forza Italia e da settori di Futuro Nazionale contrari ad accordi con i partiti tradizionali. Di contro, l'alleanza progressista salirebbe al 45,0%, trainata da una forte spinta di mobilitazione in chiave anti-vannacciana.

Gradimento verso il governo

Per quanto riguarda la percezione dell'azione di governo nel sondaggio la valutazione positiva dell'esecutivo si conferma al 42%. La fiducia individuale verso la premier Giorgia Meloni registra invece una flessione di due punti, scendendo al 42%, condizionata dal passo falso parlamentare e dalle frizioni interne alla coalizione.

Nella graduatoria dei leader, Giuseppe Conte si mantiene in vetta, seguito nell'ordine dal vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani ed Elly Schlein. Si rileva infine un calo per l'ex generale Roberto Vannacci, il cui indice di gradimento scende al 21% (-3%), risentendo probabilmente delle recenti uscite comunicative al centro dell'attenzione mediatica.