L'ultimo sondaggio di Termometro Politico vede una flessione per la coalizione di maggioranza, condizionata dalle tensioni economiche e dalle contestazioni sull'aumento dei prezzi della benzina. Il partito di Meloni e quello di Tajani perdono consensi, la Lega rimane ferma al di sotto del sei per cento. Crescono invece le quote di Futuro Nazionale e del Movimento 5 Stelle.

In calo il partito di Meloni

A circa un anno dal ritorno alle urne, l'alleanza di governo registra un momento di evidente sofferenza nelle rilevazioni elettorali. Alle dispute interne sulla revisione delle norme di voto si sommano i fattori critici internazionali, in primis le tensioni energetiche scaturite dagli attriti tra Teheran e Washington con i conseguenti aumenti dei prezzi della benzina al distributore.

In questo quadro economico, nessuna forza della compagine governativa mostra segni di ripresa. I dati pubblicati dal sondaggio Termometro Politico segnalano la flessione simultanea dei partiti della maggioranza. La prima forza del Paese, Fratelli d'Italia, scende al 27,3% (-0,2%). Nonostante il primato solitario, la fase critica della leadership di governo prosegue, portando l'attuale perimetro dell'alleanza a una potenziale condizione di minoranza.

Forza Italia arretra al 7,6% (con un calo di due decimi), mentre la Lega resta immobile al 5,9%, confermando uno dei risultati più bassi dell'ultimo decennio per la segreteria Salvini. Sommando l'1% di Noi Moderati, la coalizione di centrodestra si attesterebbe complessivamente al 41,8%: una percentuale che risulterebbe insufficiente per ottenere l'eventuale premio previste dalle nuove norme elettorali in discussione.

Sale il Movimento 5 Stelle

Sul versante opposto del sondaggio si osservano andamenti alterni: il Partito Democratico cede terreno, mentre il Movimento 5 Stelle recupera decimali. Nel campo progressista, la lista guidata da Elly Schlein scende al 21,5% (-0,2%), mentre il partito di Giuseppe Conte sale al 12,8% (+0,3%), accorciando lo scarto tra i due schieramenti.

L'unico segnale di crescita netta arriva da Futuro Nazionale, il progetto guidato da Roberto Vannacci, sempre più decisivo negli equilibri complessivi: guadagna tre decimi salendo al 6,4%, sebbene altre analisi attribuiscano alla sigla di Vannacci valori superiori al 7%.

Alleanza Verdi-Sinistra rimane stabile al 6,3% (-0,1%). Italia Viva recupera quota attestandosi al 2,6% (pur restando sotto il limite di sbarramento del 3%), mentre +Europa si posiziona all'1,6%.

Fuori dalle principali coalizioni si colloca Azione di Carlo Calenda, esattamente alla soglia del 3%.

In termini matematici, l'insieme delle opposizioni di centrosinistra raggiungerebbe il 44,8% dei voti, staccando l'attuale blocco di governo ove non si considerino le preferenze destinate a Vannacci e Calenda.