La media dei sondaggi nazionali elaborata da Termometro politico fotografa una fase di profonda difficoltà per l'intera coalizione di centrodestra. A guidare la flessione dell'area di governo è soprattutto il crollo della Lega, che tocca valori numerici che non si registravano da oltre dodici anni, mentre cresce l'attenzione attorno al nuovo movimento guidato da Roberto Vannacci.

Il centrodestra perde terreno

L'analisi dei dati evidenzia una contrazione generalizzata per tutte le principali forze della maggioranza. Fratelli d'Italia si conferma il primo partito del Paese ma scivola al 27,8% dei consensi.

Si tratta del valore più basso registrato dal partito di Giorgia Meloni negli ultimi due anni, considerando che non scendeva sotto la soglia del 28% dalle elezioni europee del 2024.

Forza Italia riesce a limitare i danni e regge al 7,8%, facendo registrare la perdita di pochi decimi di punto. La Lega vive il momento più complesso dal punto di vista elettorale e arretra fino al 6% netto. Per trovare un dato così basso bisogna risalire al primo semestre del 2014, quando Matteo Salvini era stato eletto segretario da pochissimi mesi per guidare la risalita del Carroccio dopo la crisi del 2013. Da allora, lungo un percorso durato dodici anni e culminato con il picco del 37% alle europee del 2019, il partito non era mai tornato su livelli così ridotti.

In questo contesto si inserisce l'avanzata di Futuro nazionale. Il partito fondato da Roberto Vannacci sale al 5,7% dei consensi, drenando voti nell'area di centrodestra e portandosi a un passo dal sorpasso storico ai danni della stessa Lega.

Il dato sui partiti di opposizione

Sul versante opposto, in questo sondaggio le opposizioni mostrano segnali di stabilità che, sulla carta, permettono un temporaneo sorpasso teorico nei confronti della maggioranza tradizionale.

Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein sale al 21,3%. Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,9% dopo alcune oscillazioni. Alleanza Verdi-Sinistra consolida la propria posizione e resta stabile al 6,3%.La somma di questi tre soggetti politici eguaglia perfettamente il peso elettorale complessivo del blocco formato da FdI, Lega e Forza Italia.

Se al perimetro del centrosinistra si aggiungono le percentuali di Italia Viva (2,5%) e +Europa (1,5%), il cosiddetto campo largo ottiene un vantaggio virtuale di circa due punti percentuali rispetto al centrodestra, il quale oltre ai tre partiti principali può contare storicamente solo sull'apporto di Noi Moderati, stimato attorno all'1%.

Fuori dalle coalizioni principali resta l'apporto di Azione, con il partito di Carlo Calenda che viene quotato al 3% complessivo. Nonostante il vantaggio teorico delle opposizioni, gli equilibri futuri restano legati a diverse incognite strategiche. E un peso importante lo avrà senza ombra di dubbio anche la prossima legge elettorale.