L'ultimo sondaggio politico di SWG del 20 luglio 2026 per il tg di La7 tratteggia uno scenario politico in leggero movimento, caratterizzato da piccoli assestamenti per le forze maggiori e da qualche segnale di crescita tra i partiti intermedi. Non bene i partiti di governo, con il partito di Meloni in calo. Non bene nemmeno il PD, in forma il Movimento 5 Stelle, in salita rispetto a sette giorni fa.
Cala Fratelli d'Italia, bene M5s
La fotografia scattata il 20 luglio 2026 mostra Fratelli d'Italia confermarsi saldamente in vetta alle preferenze degli italiani, posizionandosi al 26,9%.
Il partito guidato dalla premier accusa tuttavia una lieve flessione dello 0,3% rispetto alla rilevazione del 13 luglio.
Alle sue spalle si mantiene il Partito Democratico di Elly Schlein, che si attesta al 21,1% registrando a sua volta un segno meno pari allo 0,2% nel confronto settimanale. Di questo doppio calo sembra beneficiare parzialmente il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che risale al 13,1% grazie a un progresso dello 0,2%.
Nell'area del centrodestra si registra una situazione a due velocità. Da un lato Forza Italia mantiene una stabilità assoluta confermandosi al 7,7%, mentre dall'altro la Lega mostra un piccolissimo passo in avanti dello 0,1% che la porta al 5,5%.
Continua a crescere il partito di Vannacci
La vera sorpresa della settimana è però rappresentata da Futuro Nazionale, il movimento che mette a segno la crescita più marcata guadagnando lo 0,4% e portandosi al 6,7%. Resta invece invariato il dato di Verdi e Sinistra, che si consolidano al 6,4%.
Nel sondaggio, per quanto riguarda i partiti posizionati sotto la soglia del quattro per cento, Azione di Carlo Calenda perde lo 0,1% e scivola al 3,4%, mentre Italia Viva non fa registrare variazioni e resta inchiodata al 2,5%. Nelle retrovie si segnala la contrazione minima di +Europa, che scende all'1,2% con una perdita dello 0,1%, e di Noi Moderati, che si attesta all'1,0% perdendo un decimo di punto.
Fa il percorso inverso Sud chiama Nord, che guadagna lo 0,1% e raggiunge la quota dell'1,0%. Le altre liste, nel loro complesso, rimangono stabili al 3,5%.
Un dato politico rilevante emerge infine dalla voce di chi non si esprime, che cala di un punto percentuale passando dal 27% della scorsa settimana al 26% attuale, segno di una timida ripresa di interesse o di una minore indecisione da parte del corpo elettorale in pieno periodo estivo.