Secondo l'ultimo sondaggio dell'Istituto Piepoli, Fratelli d’Italia recupera terreno e si attesta al 28%, confermandosi saldamente la prima forza politica del Paese. La novità più rilevante all'interno del quadro elettorale riguarda però il costante consolidamento di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che tocca il 6% ed effettua il sorpasso sulla Lega.
Le intenzioni di voto ai singoli partiti
L'analisi del consenso per ciascuna forza politica evidenzia diversi cambiamenti negli equilibri interni ai blocchi. Fratelli d'Italia cresce di mezzo punto e sale al 28%, mantenendo un consistente margine di distacco rispetto alle opposizioni e confermandosi il perno dell'esecutivo.
Il Partito Democratico si attesta al 21%, rimanendo la principale forza dell'opposizione, mentre il Movimento 5 Stelle raccoglie il 13% delle preferenze, confermandosi il secondo pilastro dell'alleanza progressista.
Nel centrodestra, Forza Italia con l'8% delle stime si consolida come seconda forza della coalizione. Futuro Nazionale raggiunge il 6% con un incremento dello 0,5%, portando a compimento il sorpasso ai danni del Carroccio. Alleanza Verdi-Sinistra flette di mezzo punto e si ferma al 6%, mentre la Lega cede mezzo punto scendendo al 5,5% e registrando uno dei valori più bassi degli ultimi quattro anni.
Partiti piccoli e coalizioni
Nel sondaggio tra i partiti più piccoli troviamo Azione che resta ferma al 3%, esattamente sulla soglia di sbarramento, seguita da Italia Viva che viene accreditata al 2,5%.
Più staccati troviamo Noi Moderati, Sud chiama Nord e Partito Liberaldemocratico, rilevati tutti all'1,5%. Chiudono infine la rilevazione Più Europa e Ora!, che si attestano entrambi all'1%.
Dall'incrocio dei dati relativi ai singoli partiti emerge un testa a testa particolarmente serrato tra i due schieramenti principali. Il campo largo, composto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Più Europa e Italia Viva, si attesta al 43,5%. Il centrodestra insegue a brevissima distanza raccogliendo il 43,0%.
Il vantaggio di mezzo punto percentuale a favore del campo largo rientra pienamente nel margine d'errore statistico, ma testimonia una competizione politica estremamente equilibrata tra i due blocchi.