Il Tar Calabria ha respinto l’istanza cautelare presentata dalla Regione Calabria, che mirava a sospendere l’efficacia del provvedimento dell’ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Catanzaro. La decisione, formalizzata con un decreto del presidente Gerardo Mastrandrea nella mattinata del 20 luglio 2026, riguarda la necessità di indire un referendum per confermare le modifiche allo Statuto regionale relative all’introduzione della figura dei sottosegretari.

La Regione, attraverso l’Avvocatura di Stato, aveva promosso un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per ottenere l’annullamento di tale provvedimento, definendolo “abnorme, illegittimo e gravemente lesivo degli interessi della Regione Calabria”.

Il presidente del Tar ha motivato il rigetto dell’istanza cautelare sottolineando che “non sussistono i requisiti di estrema gravità e urgenza per concedere la tutela cautelare invocata”.

Referendum sottosegretari: discussione collegiale il 2 settembre

La trattazione collegiale del ricorso è stata fissata per il 2 settembre 2026. Il decreto ha specificato che la camera di consiglio rappresenta la sede più idonea per discutere la questione, poiché le implicazioni sollevate richiedono un approfondimento che solo una valutazione collegiale può garantire. In particolare, il provvedimento evidenzia che “a fronte della cognizione necessariamente sommaria proprio dello strumento cautelare invocato, le questioni sottoposte – relativamente alla natura dell’organo che ha provveduto, alla tipologia e alla legittimità del procedimento adottato, alla natura dell’atto contestato, e più in generale alle implicazioni di ordine costituzionale – richiedono un approfondimento che solo la sede collegiale, cautelare e/o di merito può assicurare”.

Le contestazioni della Regione sull’Ufficio centrale

Il ricorso della Regione Calabria al Tar è una diretta conseguenza della decisione dell’Ufficio centrale regionale di avviare il processo referendario per le modifiche statutarie sui sottosegretari. Nel proprio atto, l’Avvocatura regionale contesta la legittimità della stessa costituzione dell’Ufficio centrale, argomentando che tale organo avrebbe dovuto limitarsi a funzioni di controllo e verifica amministrativa, senza pronunciarsi sulla questione referendaria. Gli avvocati della Regione hanno ribadito la natura “abnorme” del provvedimento, ritenendo che l’Ufficio abbia ecceduto le proprie competenze.

La discussione collegiale del Tar, in programma per il 2 settembre, rappresenta quindi il prossimo e cruciale passaggio istituzionale per la valutazione del ricorso e delle complesse questioni sollevate dalla Regione Calabria riguardo all’indizione del referendum e all’introduzione della figura dei sottosegretari nel proprio Statuto regionale.