Il presidente Donald Trump ha annunciato l'intenzione degli Stati Uniti di assumere il controllo dello Stretto di Hormuz. In un'intervista a Fox News del 13 luglio 2026, Trump ha dichiarato: “Probabilmente gli Stati Uniti lo gestiranno. Se lo faremo, verremo rimborsati. Diventeremo i custodi e verremo pagati per sorvegliarlo”.

Trump ha insistito sulla necessità di un rimborso, affermando che “gli altri Paesi sono ricchi, dalla nostra parte, e non possiamo farlo gratuitamente”. Le dichiarazioni emergono in un contesto di forte tensione tra forze statunitensi e iraniane, con intensi scambi di attacchi missilistici e con droni nel fine settimana e lunedì.

Ruolo USA e sicurezza marittima

Lo Stretto di Hormuz è un punto strategico per il transito del petrolio mondiale. Trump ha descritto gli Stati Uniti come “custode” e “l’angelo custode dello Stretto”, ribadendo che “sorveglierà” e sarà “pagato” per questa attività. Una gestione americana della sicurezza.

Le affermazioni del presidente seguono il blocco di fatto imposto dall’Iran al passaggio nello Stretto, che ha causato un aumento dei prezzi dell’energia globali e alimentato le preoccupazioni per l’inflazione. Ciò ha messo in discussione un precedente accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto e negoziati entro sessanta giorni.

Importanza geopolitica di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz, passaggio marittimo cruciale tra Golfo Persico e Golfo di Oman, gestisce il 20% del petrolio commerciale mondiale via mare.

La sua sicurezza e il controllo sono vitali per la stabilità dei mercati energetici internazionali. La sorveglianza dello Stretto è storicamente al centro delle politiche di sicurezza globale, coinvolgendo principali potenze e Paesi della regione. Le recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno riportato l'attenzione sull'importanza strategica di quest'area, rendendo le dichiarazioni di Trump un elemento chiave nel dibattito sulla gestione delle rotte commerciali.