Il 7 agosto 2026, la Colombia ha assistito a un'intensa giornata di proteste in concomitanza con l'insediamento del presidente eletto Abelardo de la Espriella. Migliaia di oppositori sono scesi in piazza in diverse città del Paese, tra cui Cali, Bogotá e Barranquilla, per contestare apertamente la legittimità del nuovo capo dello Stato. L'organizzazione delle manifestazioni ha visto il coinvolgimento di movimenti sociali, sindacati e del Pacto Histórico, la formazione politica strettamente legata al presidente uscente Gustavo Petro.

Le ragioni alla base di queste mobilitazioni sono molteplici.

Una delle principali è stata la decisione di spostare la cerimonia d'insediamento dalla tradizionale sede di Bogotá a un'università privata di Cali, una scelta che ha alimentato il malcontento. Un altro punto cruciale di contestazione riguarda la posizione di De la Espriella, che possiede anche la cittadinanza statunitense. Gli oppositori lo accusano di non aver rinunciato a tale doppia cittadinanza prima di assumere l'incarico presidenziale. Su questo fronte, l'ex candidato presidenziale Iván Cepeda ha lanciato un appello per una “resistenza” pacifica contro il nuovo governo, dichiarando esplicitamente di non riconoscere la legittimità del presidente finché non avrà rinunciato alla cittadinanza statunitense.

Cepeda ha definito questa situazione un'“incompatibilità insormontabile con il dovere supremo di rappresentare con lealtà esclusiva la sovranità e gli interessi del popolo colombiano”, pur chiarendo che la doppia cittadinanza non costituisce di per sé una circostanza illegale.

Le mosse dell'opposizione e il ruolo di Gustavo Petro

A Barranquilla, in un evento che si è svolto in parallelo alla cerimonia ufficiale, il senatore Iván Cepeda e altri legislatori del Pacto Histórico hanno confermato la loro assenza all'insediamento di Cali. In questa occasione, è stata annunciata la creazione di un “Gabinete por la Vida”, un'iniziativa volta a monitorare attentamente l'operato dei ministeri del nuovo governo.

I sostenitori presenti all'evento hanno manifestato il loro appoggio a Cepeda, indicandolo come il presidente legittimo della Colombia, e hanno condiviso la prospettiva di Gustavo Petro, secondo cui “gli Stati Uniti hanno le mani in questa faccenda”, suggerendo un'influenza esterna sulla politica colombiana.

Nel frattempo, Gustavo Petro ha formalmente lasciato la Casa de Nariño con una cerimonia di congedo, durante la quale ha ringraziato i cittadini e le forze armate, promettendo di tornare a guidare l'opposizione dopo un periodo di pausa. Petro continua a sollevare dubbi sulla vittoria di De la Espriella, insistendo sull'ipotesi di un presunto truccamento elettorale, un'accusa che non è stata tuttavia supportata né dalle autorità competenti né dagli osservatori internazionali.

Il panorama politico colombiano vede la sinistra mantenere un peso significativo, rappresentando circa la metà dell'elettorato e detenendo il maggior numero di seggi in Parlamento.

Contestazioni e il dibattito sulla doppia cittadinanza

Le contestazioni si concentrano in particolare sulla doppia cittadinanza di De la Espriella, che, sebbene non violi la legge, è percepita dagli oppositori come un serio problema di rappresentanza e lealtà esclusiva verso la nazione. Questo dibattito si inserisce in un contesto di crescente tensione politica, caratterizzato da critiche al decentramento del potere e al consolidamento di influenti poteri locali, come quello del clan Char. In vista delle elezioni regionali del 2027, il Pacto Histórico ha già annunciato la sua intenzione di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di controllo e opposizione, delineando una strategia politica a lungo termine.