Può essere preziosi Matteo Renzi nella coalizione del campo largo? In ambito elettorale, le somme aritmetiche non garantiscono esiti scontati: la somma dei singoli consensi infatti non equivale per forza al risultato finale. Bisogna tenere conto delle resistente tra i partiti dell'opposizione intorno al leader di IV. Secondo un'analisi recente condotta dal Fatto Quotidiano la figura dell'ex premier può diventare cruciale così come lo può essere Vannacci nel centrodestra ma con il rischio boomerang ben presente.
Il fattore Renzi: opportunità o rischio?
Il fondatore di Italia Viva non viene più considerato soltanto un potenziale partner minore dell'area moderata, ma figura persino come possibile concorrente alle primarie o promotore di una nuova formazione d'ispirazione centrista. Questa prospettiva genera forti perplessità soprattutto nell'elettorato del Movimento 5 Stelle, la cui disaffezione rischia di tradursi in astensionismo. Secondo le rilevazioni dei demoscopi, il contraccolpo negativo potrebbe erodere tra i due e i tre punti percentuali alla coalizione progressista, vanificando il vantaggio che può portare Renzi.
Nonostante la stasi dei sondaggi estivi, le proiezioni elaborate in precedenza da Youtrend evidenziano un quadro chiaro.
Sommando semplicemente le percentuali dei singoli partiti, la schieramento di centro-sinistra supererebbe il centro-destra (se calcolato senza la componente di Futuro Nazionale legata a Vannacci). Tuttavia, ponendo agli intervistati il quesito su un'alleanza strutturata che spazi da Italia Viva fino ai Cinquestelle, l'intesa perde circa l'1,5% per via dell'allontanamento degli elettori.
M5s e Italia Viva: rivalità decisive?
Come illustra l'esperto di sondaggi Lorenzo Pregliasco, alla guida di Youtrend, questa tendenza appare confermata: la rivalità ideologica tra le diverse basi elettorali rischia di risultare decisiva per i prossimi confronti alle urne. Nelle simulazioni di voto in cui M5S e Italia Viva convivono nello stesso perimetro, la somma complessiva diminuisce, consentendo agli avversari di colmare il divario.
Tale contraccolpo colpisce prevalentemente la componente pentastellata, poiché circa il 2% dei suoi sostenitori dichiara di rivedere la propria opzione di voto di fronte a un accordo esplicito che comprenda la galassia centrista renziana, il PD e Alleanza Verdi-Sinistra. Del resto gli elettorati rispettivi sono non compatibili. Pregliasco specifica tuttavia che la scelta della leadership potrebbe attutire o amplificare il fenomeno: una candidatura alla guida del governo di matrice Cinquestelle favorirebbe la tenuta del loro elettorato, mentre un profilo legato al Partito Democratico o ai moderati farebbe aumentare le diserzioni.
Pericolo di stabilità interne
Sui rischi legati alla sovraesposizione del leader centrista concorda anche Michela Morizzo, amministratore delegato dell'istituto Tecnè.
Pur attribuendo a Renzi elevate capacità politiche, l'analista segnala il pericolo di forti instabilità interne: la capacità di mobilitare consensi si accompagna a un'altrettanto netta avversione da parte dell'elettorato di sinistra e pentastellato. Di conseguenza, una sua eccessiva centralità rischia di compromettere il guadagno potenziale del 2-3%, spingendo all'astensione gli elettori che non si sentono garantiti da tale assetto.
Analoga valutazione viene espressa da Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, il quale osserva come il consenso attorno alla figura di Renzi si sia progressivamente prosciugato, esaurendo il proprio appeal verso l'opinione pubblica. “Renzi potrebbe provocare una spaccatura dentro il M5s".
Secondo le sue stime infatti la presenza dell'ex premier potrebbe provocare una perdita di voti tra il 3% e il 3,5% negli altri partiti alleati, a fronte di un apporto di Italia Viva (stimato al 2,5%) che non è garantito si trasferisca interamente nel centro-sinistra, visto che parte dei suoi stessi elettori preferirebbe una corsa autonoma.
A riprova di queste difficoltà, i dati citati da Nando Pagnoncelli mostrano come Renzi registri l'indice di gradimento più basso tra i leader di partito, posizionandosi dietro a figure come Magi e Lupi. Inoltre, una ricerca curata da Spin Factor per AdnKronos ha evidenziato come, nell'ultimo mese, il leader di Italia Viva abbia ottenuto le percentuali minori di riscontri favorevoli sui canali digitali (sentiment generale). ciononostante, il suo coinvolgimento nell'alleanza continua a rimanere al centro del dibattito politico.