Un recente sondaggio, reso noto su La7 durante il programma L'Aria che Tira, accende i riflettori sulle varie anime del Movimento 5 Stelle e su un personaggio molto caro ai militanti come Alessandro Di Battista. I dati, annunciati dal sondaggista Mannheimer, analizzano l'impatto che può avere una lista guidata dall'ex deputato grillino e dove può attingere il numero più alto di voti.
Il sondaggio su Di Battista
Quanti voti potrebbe avere una lista guidata dall'ex grillino Alessandro Di Battista alle prossime elezioni? A questa domanda ha cercato di rispondere il sondaggista Mannheimer.
Il sondaggista ha spiegato le conseguenze di una possibile discesa in campo di Alessandro Di Battista, analizzandole anche alla luce del 7% di preferenze ottenuto nei sondaggi da Vannacci e dal sui partito Futuro Nazionale. Secondo Mannheimer, Di Battista risulterebbe attualmente meno popolare di Vannacci, il quale ha già superato la soglia del 7%; tuttavia, ha precisato che Di Battista non si è ancora presentato ufficialmente e che i principali sondaggi lo attestano comunque al 3,5%.
Il sondaggista ha poi evidenziato l'aspetto più interessante della questione, ovvero il bacino da cui l'ex esponente grillino attingerebbe i propri consensi: le preferenze arriverrebbero infatti in gran parte dal Movimento 5 Stelle, con quasi un terzo degli elettori di Giuseppe Conte che prenderebbe in considerazione l'ipotesi di votarlo.
Proprio per questo motivo, ha concluso Mannheimer, Conte starebbe cercando di radicalizzare i propri interventi, aggiungendo che se Giorgia Meloni teme l'ascesa di Vannacci, Conte dal canto suo teme quella di Di Battista.
L'impatto sul PD e sul M5s
I numeri del sondaggio parlano chiaro: il 34,3% del consenso della Lista Di Battista arriverebbe direttamente dal M5s.Si tratta di oltre un terzo dell'elettorato potenziale, a conferma del fatto che la figura di Di Battista continua ad esercitare un forte richiamo sull'ala più ortodossa e "movimentista" dei cinquestelle, lasciando scoperto il fianco per Giuseppe Conte.
Il M5S non è l'unica forza politica a dover fare i conti con la "minaccia" Di Battista.
Il Partito Democratico rappresenta la seconda fonte di voti con il 9%, segnalando una potenziale attrazione anche per l'elettorato dem più deluso o radicale. Fratelli d'Italia sorprendentemente racchiude l'8,1% dei potenziali elettori, confermando la natura trasversale e anti-establishment del personaggio.
Tra gli altri partiti la Lega contribuirebbe per il 5,2% all'elettorato potenziale, Futuro Nazionale cederebbe il 4,1% dei suoi consensi e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) perderebbe nella lista di Di Battista un 4,0% di propri elettori.