Il 14 agosto 2026, durante un evento tenutosi nello Stato di New York, Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni incisive, affermando che «l'Iran è pesantemente sconfitto» e preannunciando che molto presto gli Stati Uniti «dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti». L'ex presidente ha sottolineato con fermezza il controllo americano sulla regione, dichiarando che «nessuna nave può andarci se non lo vogliamo noi», un riferimento diretto all'impegno dei militari statunitensi nel contrastare eventuali blocchi iraniani nell'area strategica.

Trump ha inoltre ribadito la posizione intransigente degli Stati Uniti riguardo al programma nucleare iraniano, affermando di aver «eretto una barriera d'acciaio» e che non sarà mai permesso all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Queste dichiarazioni si collocano in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche tra Washington e Teheran, con lo Stretto di Hormuz che continua a rappresentare un punto focale di importanza cruciale per il traffico petrolifero mondiale.

La presenza militare statunitense nello Stretto di Hormuz

Le parole di Trump si inseriscono in una fase in cui la presenza militare americana nell'area dello Stretto di Hormuz è particolarmente significativa. La portaerei USS Abraham Lincoln ha svolto un ruolo chiave, sostenendo le operazioni statunitensi contro l'Iran per quasi nove mesi consecutivi.

Questo dispiegamento ha rappresentato una delle missioni più lunghe e impegnative nella storia recente della Marina Usa. A conferma della continuità operativa, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato che la portaerei USS George Washington è salpata dal porto di Da Nang, in Vietnam, con l'obiettivo di rilevare la USS Lincoln nel Medio Oriente, garantendo così una costante proiezione di forza nella regione.

Dettagli sul dispiegamento e le condizioni a bordo

Durante il prolungato dispiegamento della USS Abraham Lincoln, sono emerse preoccupazioni riguardo alle condizioni di vita e alla salute mentale dei marinai a bordo. Tuttavia, la Marina ha prontamente dichiarato di non aver riscontrato un aumento significativo di ideazioni o tentativi suicidari tra l'equipaggio.

Il Dipartimento della Difesa ha categoricamente respinto le accuse relative a condizioni difficili, mentre alcuni membri del Congresso hanno sollecitato maggiore trasparenza e chiarezza sulla situazione. Interrogato dai giornalisti, Donald Trump ha minimizzato la durata del dispiegamento, definendola «non abbastanza lunga». L'ex presidente ha inoltre riconosciuto di aver utilizzato le forze armate «un po' più di quanto avrei voluto», pur sostenendo con convinzione che le operazioni contro l'Iran stanno procedendo in maniera positiva e con successo.