Fratelli d’Italia sta esaminando con particolare attenzione alcuni emendamenti presentati dall’opposizione alla legge elettorale, attualmente in fase di discussione parlamentare al Senato, a Roma. La questione centrale che impegna il dibattito riguarda la potenziale reintroduzione delle preferenze pure per tutti gli eletti, una modifica che eliminerebbe l’attuale sistema dei capilista bloccati. Tra le proposte specifiche che sono oggetto di valutazione figurano quelle avanzate dai senatori del Partito Democratico Nicola Irto e Dario Parrini, entrambi firmatari di emendamenti orientati a questa direzione.

Nel confronto interno alla maggioranza di governo, viene ampiamente evidenziato come per Fratelli d’Italia risulti politicamente complesso opporsi a una soluzione che ripristini le preferenze. Questa posizione è considerata una storica battaglia del partito della premier e un punto fermo del suo programma. Tale orientamento è stato richiamato anche in riferimento a un precedente voto alla Camera su un emendamento proposto da FnV, dimostrando una coerenza nel tempo. Il senatore Dem Dario Parrini, durante una seduta in Aula, ha incalzato direttamente FdI, chiedendo pubblicamente: “FdI terrà la schiena dritta e voterà i nostri emendamenti?”, ponendo il partito di fronte a una scelta significativa.

Il nodo delle preferenze e la posizione degli alleati di governo

La decisione finale di Fratelli d’Italia si presenta come particolarmente delicata, soprattutto a causa della netta contrarietà espressa dagli alleati di governo. L’ipotesi che FdI possa esprimere un voto favorevole agli emendamenti che propongono le preferenze pure si inserisce in un equilibrio politico già fragile e definito dalle diverse, e spesso contrastanti, posizioni all’interno della coalizione di maggioranza. Da parte di Forza Italia, in particolare, è giunto un chiaro e inequivocabile avvertimento: “Se fosse così salta la legge”. Questo richiamo sottolinea con forza il rischio politico significativo che sarebbe connesso al sostegno di una modifica legislativa destinata a eliminare i capilista bloccati e a estendere l’applicazione delle preferenze a tutti gli eletti, potendo compromettere l’intera riforma.

Il testo della riforma elettorale, che nel gergo politico è stato indicato anche con i nomi di Stabilicum o Melonellum, è al centro di una trattativa ben più ampia e complessa. La discussione sulle preferenze, sebbene cruciale, si affianca infatti al confronto su altri aspetti fondamentali, quali il premio di maggioranza e la definizione degli assetti delle liste. In merito al premio di maggioranza, Forza Italia ha ribadito con fermezza la propria posizione, confermando la soglia del 42% necessaria per ottenerlo e respingendo categoricamente qualsiasi ipotesi di un suo abbassamento al 41%. Sebbene il tema delle preferenze sia concettualmente distinto da quello della soglia per il premio, entrambi si collocano e vengono affrontati nel medesimo iter parlamentare relativo alla nuova legge elettorale.

Il percorso parlamentare del testo al Senato

Il dibattito sugli emendamenti, e in particolare quello sulle preferenze, si sta svolgendo mentre l’Aula del Senato ha già avviato la discussione generale sul testo della legge elettorale. In una riunione cruciale degli “sherpa” del centrodestra, tenutasi il 9 settembre 2026 in via della Scrofa – un incontro avvenuto in concomitanza con l’apertura dell’esame del testo in Senato – Forza Italia ha mantenuto ferma e irremovibile la propria linea sulla soglia del 42% per il premio di maggioranza. La valutazione che Fratelli d’Italia dovrà compiere sugli emendamenti riguardanti le preferenze pure rappresenta, dunque, un punto cruciale e potenzialmente decisivo per l’intero avanzamento della riforma elettorale e per la tenuta degli equilibri all’interno della maggioranza.