Il ministro della Difesa argentino, Carlos Presti, ha accolto favorevolmente l'ipotesi di una mediazione degli Stati Uniti nella disputa sulle isole Falkland-Malvinas. L'apertura segue le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump e si inserisce nel confronto diplomatico tra Argentina e Gran Bretagna. La posizione, espressa a Buenos Aires il 14 settembre 2026, evidenzia l'importanza di una soluzione pacifica. Presti ha collegato tale disponibilità alla linea diplomatica del governo argentino, dichiarando: "Non è contro nessuno, ma a favore di una soluzione pacifica".
Ha ribadito che la sovranità sulle isole resta una causa nazionale per l'Argentina, recuperabile solo pacificamente e diplomaticamente.
La mediazione USA per le Malvinas
Donald Trump ha definito un possibile nuovo conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per le isole un "potenziale disastro", offrendosi come mediatore. L'ipotesi ha trovato una prima apertura da parte di Presti, che ha presentato la mediazione come uno strumento coerente con una soluzione pacifica, non una mossa contro un altro Paese.
Le dichiarazioni del presidente statunitense sono state formulate durante una visita in Irlanda. Trump ha indicato la possibilità di svolgere un ruolo di interlocutore tra Argentina e Regno Unito, senza precisare i contenuti di una eventuale triangolazione.
Il governo argentino ha mantenuto il reclamo sulla sovranità delle isole nella propria agenda diplomatica.
Alleanza con Washington e base a Ushuaia
Presti ha anche difeso l'alleanza strategica con Washington. Il ministro ha annunciato che a gennaio 2027 inizieranno i lavori per una nuova base navale a Ushuaia, con un investimento previsto di 450 milioni di dollari. La struttura rafforzerà la presenza argentina nell'Atlantico meridionale e verso l'Antartide.
Il progetto della Base Naval Integrada si lega alla posizione geografica di Ushuaia, nella Terra del Fuoco, e alla presenza argentina nell'area australe. Questa iniziativa strategica mira a consolidare la posizione dell'Argentina nella regione, combinando diplomazia e rafforzamento infrastrutturale.